Conti correnti sotto i 100mila euro non più protetti dal bail-in?

di Valentina Cervelli Commenta

I conti correnti sotto i 100 mila euro non saranno più protetti da eventuali bail-in? E’ questo il quadro tutt’altro che positivo che si sta rivelando man mano in queste ore: sembra infatti che la BCE sui covered deposit voglia fare, spinta dalla Germania, un passo indietro.

BCE, più tempo per smaltimento non performig loans

Possibile che il salvataggio delle banche debba appoggiarsi anche sulle spalle dei cittadini più deboli? A quanto pare il salvataggio delle banche in difficoltà a carico ad azionisti e correntisti (e non agli stati, N.d.R.) potrebbe non rappresentare più una garanzia nemmeno per piccolo risparmiatore. A livello legislativo il tutto è regolato dalla Bank recovery and resolution directive (Brrd), la procedura che disciplina la gestione delle crisi bancarie e che potrebbe venire modificata il prossimo anno: essa in caso di dissesto della banca può richiedere il bail in e obbligare azionisti, obbligazionisti e correntisti della banca a partecipare alla copertura delle perdite. Al momento questa norma tiene al riparo da recuperi coatti tutti i conti correnti al di sotto dei 100 mila euro.

Su richiesta della Comunità Europea la BCE, con le potenziali modifiche potrebbe attribuirsi dei poteri maggiori, compresi quelli di “autorizzare il prelievo di importi limitati ai titolari dei depositi garantiti”: fattore questo che porterebbe a non salvare per l’appunto in caso di necessità i piccoli correntisti. Si legge infatti nel documento relativo alla questione:

L’autorità competente, potrebbe  consentire ai correntisti di prelevare una somma limitata su base giornaliera, da definire in proporzione al livello di protezione stabilito dalla direttiva sul sistema di garanzia dei depositi DGSD, prendendo in considerazione al contempo eventuali limiti tecnici e di liquidità. [Senza dimenticare] alcune salvaguardie per proteggere i diritti dei correntisti, tenendo una comunicazione trasparente sui tempi e modi di accesso ai depositi.

C’è chi sostiene che si tratti anche di un modo di spingere i risparmiatori a non investire solamente in banca: il punto è che con molta probabilità questo porterà solamente ad una corsa agli sportelli.