A rischio eliminazione 8 province e le Comunità Montane

Abolire gli enti pubblici non economici che hanno al di sotto dei 50 addetti e riassettare anche gli enti maggiori. Queste alcune delle opzioni, riguardanti la riorganizzazione della Pubblica Amministrazione, inserite nel piano triennale 2009-2011 sui conti pubblici varato da Tremonti. Prevista anche l’eventuale eliminazione di 8 provincie nelle aree metropolitane di Milano, Torino, Genova, Bologna, Venezia, Firenze, Roma, Napoli e Bari. A rischio anche le Comunità Montane che potrebbero essere abolite. Questo potrebbe avvenire o attraverso il taglio dei compensi e delle indennità al personale delle comunità in attesa del passaggio ai Comuni, o con il mantenimento delle sole funzioni delle comunità, che passeranno ai Comuni e alle Province. Entrambe le opzioni incontrano la dura resistenza dell’Uncem.

4 commenti su “A rischio eliminazione 8 province e le Comunità Montane”

  1. GIUSTO, ALTRO CHE RISCHIO.
    LE PROVINCE E LE COMUNITA’ MONTANE SONO UN ENORME SPRECO DI SOLDI.
    NON POSSONO SERVIRE SOLO COME “ASSISTENZA PUBBLICA” A PERSONE ALTRIMENTI DISOCCUPATE.
    COSI’ NON VA BENE!

  2. Pingback: La abbagliante politica delle promesse: oggi tocca all Irap | Video Folli
  3. sull’eliminazione delle province sono daccordissimo, visto che non sono altro che una demandazione delle regioni e non hanno praticamente alcun potere (sanità, istruzione, ecc.) però ci andrei piano con le comunità montane. Io abito nell’alto vicentino dove le comunità montane riescono a portare avanti progetti intercomunali che altrimenti rimarrebbero solo sulla carta (o forse nemmeno là), mi riferisco a progetti di valorizzazione del territorio, progetti storico-geografici, e sociali. Queste realtà dovrebbero essere sicuramente riviste (esistono comunità montane dove le montagne neppure ci sono) ma per la mia esperienza, posso dire che riescono a mettere insieme capitali e finalità pubblici e privati che altrimenti sarebbero difficilmente coniugabili.

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