Petrolio: bolla speculativa? Per Goldman Sachs solo regole del mercato
Di lauraricciardi.lr, in NEWS ECONOMIA, Petrolio.
Battibecco tra quali potrebbero essere le cause che fanno salire alle stelle i prezzi del petrolio.
La speculazione finanziaria è la causa prima dell’impennata.
Questo secondo la conferenza di Gedda tra paesi produttori e consumatori di greggio, convocata dall’Arabia Saudita giorni fa. All’incontro, cui hanno partecipato capi di stato, ministri e managers delle società petrolifere, mancavano però i rappresentanti di Goldman Sachs e di Morgan Stanley, che sono le banche di investimento americane più attive sui mercati delle materie prime. Goldman Sachs ha però detto la sua: secondo la banca il prezzo del petrolio è dovuto semplicemente alle leggi del mercato, ovvero siamo in una situazione in cui l’offerta è inferiore alla domanda e questo non fa che aumentarne il costo.
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Scritto da lauraricciardi.lr




[...] Goldman Sach mantiene le proprie previsioni rialziste sul petrolio, nonostante il recente considerevole calo dei prezzi in un contesto di modesta crescita economica globale. In una ricerca la banca d’affari conferma infatti le stime sul greggio Usa leggero WTI per il quarto trimestre 2008 a 130 dollari al barile e sul 2009 a 140 dollari. Non si parla più dei 200 dollari preconizzati solo due mesi fa, ma comunque sempre un buon 20% in più delle attuali quotazioni intorno ai 105 dollari al barile. Insomma il sentiment sul petrolio rimane rialzista anche se molto dipenderà dalla tenuta della economia mondiale, che da più parti sta dando segnali poco incoraggianti. Se l’economia mondiale infatti, cadesse in recessione i prezzi del petrolio potrebbero scendere anche sotto la soglia dei 100 dollari, afferma nella ricerca l’economista Arjun Murti. Anche se riconosciamo che rischi al ribasso dell’economia globale siano aumentati nell’ultimo mese, il team di ricerca sull’economia globale di Goldman Sachs continua a considerare al centro delle proprie previsioni una crescita modesta a livello mondiale che include un “happy slowdown” in Cina. Ritieniamo che questo sia coerente con le nostre continue previsioni rialziste sui prezzi del petrolio [...]