Gli ultimi dati sui consumi indicano il permanere di una crisi profonda e strutturale della
domanda interna. A marzo c’è stato un calo dell’1,7% dei consumi nazionali, rispetto allo stesso mese del 2007. Si tratta della flessione più pesante, in termini di quantità, degli ultimi tre anni. Anche il
caro-alimentari ha fatto la sua parte: nonostante la Pasqua, i consumi alimentari di marzo sono diminuiti in quantità dell’1,1% (-1,7%, sempre in quantità, nel primo trimestre). Non sono mancati
rincari di pane e pasta: la
Confederazione italiana agricoltori (Cia) segnala infatti un calo dei consumi del 3,5% per il pane e del’1,8% per la pasta, legati a aumenti di prezzo rispettivamente del 18,6% e 13,1% nel primo trimestre, nei confronti dello stesso periodo del 2007.
Come spiega il presidente della
Confcommercio,
Carlo Sangalli
L’effetto deprimente del caro-vita sui consumi è preoccupante. Si tratta di una crisi strutturale, che non può essere sottovalutata perchè indica chiaramente un vero e proprio allarme crescita.
Nel complesso il calo dei consumi registrato a marzo è accentuato soprattutto per i beni (-3,4% in quantità rispetto all’analogo mese del 2007), e nei servizi si è avuta una crescita del +2,3%. Gli unici settori che sembrano non risentire della crisi sono i beni e servizi per le comunicazioni: Il bel Paese rinuncia a pane e pasta ma non alla telefonia? Non è propriamente questo il motivo, utilizzando lo stesso ragionamento che per pane e pasta possiamo notare che il settore delle comunicazioni è l’unico comparto che vede i prezzi in costante ribasso. La domanda relativa ai beni e servizi per le comunicazioni si e’ così confermata, anche a marzo 2008, la componente piu’ dinamica della spesa reale delle famiglie, con una variazione dei volumi acquistati del +9,8%.
Scritto da lauraricciardi.lr
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