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  • 01
  • giu
  • 2008

Petrolio: settimana altalenante, apertura di un’inchiesta da parte della Commodity Future Trading Commission

La settimana è stata altalenante per i prezzi del petrolio: inzialmente le quotazioni hanno perso terreno, tanto da arrivare a segnare un minimo a ridosso dei 124,5 dollari, dopo, un’improvvisa impennata ha portato il greggio a 128 dollari. Gli acquirenti sono scesi nuovamente in campo dopo che è stata diffusa la notizia relativa all’apertura di un’inchiesta da parte della Commodity Future Trading Commission per manipolazione dei prezzi.

Ne sentiamo spesso parlare, ma cosa si intende per manipolazione dei prezzi nel mercato delle commodities? Ogni singolo contratto future che viene trattato, su qualsiasi cosa, comporta, per definizione, l’esistenza di un compratore e di un venditore al medesimo prezzo. Pertanto, il numero totale delle posizioni in acquisto (long) e di quelle in vendita (short) è sempre in perfetta parità. Questo è importante, perchè quando si parla di manipolazioni del mercato, bisogna rendersi conto che ogni posizione in vendita esistente è sempre perfettamente corrisposta da una in acquisto. Quando il prezzo salta, al rialzo o al ribasso, vuol dire che comunque ad un certo suo livello si è trovato qualcuno disposto a comprare e a vendere. Il salto (cioè l’assenza di negoziazioni in un determinato intervallo di prezzo) vuol dire invece che nessuno era disposto a fare da controparte in quella fascia di prezzo ritenuta evidentemente troppo alta o troppo bassa.


Questo avviene quando arriva improvvisa qualche notizia dirompente: se ad esempio è negativa, tutti vogliono vendere e nessuno comprare, il primo prezzo si forma quando inizia a esserci qualcuno disposto a comprare; se poi però la quantità in vendita resta superiore a quella assorbita dai compratori, il prezzo continua a scendere, e viceversa. In questo senso possono esserci manipolazioni dei prezzi: se vi è, in un determinato mercato, a un certo momento, un operatore che muove una quantità nettamente superiore rispetto agli altri, può trascinare il prezzo nel senso desiderato anche per esempio diffondendo notizie più o meno vere riguardo al prodotto, al fine appunto di manipolare i prezzi.

Tanto è bastato per riportare le tensioni sul circuito del Nymex a New York. La settimana si è conclusa con il segno meno per le quotazioni del petrolio che nelle ultime quattro sedute (lunedì scorso il mercato è rimasto chiuso per una festività Usa), hanno ceduto il 3,59% rispetto al close di venerdì scorso.

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