Dai minimi dello scorso 25 novembre 2011 in area 13600, l’indice azionario italiano FTSE MIB ha guadagnato il 25% circa mentre da inizio anno la performance si aggira intorno al 12%. Il listino principale di Piazza Affari ha beneficiato, come del resto un po’ tutti i principali “risk asset”, di un ritorno deciso dell’appetito per il rischio a seguito delle maxi-iniezioni di liquidità effettuate dalla Banca Centrale Europea il 21 dicembre 2011 prima e il 29 febbraio poi. L’indice milanese è stato trainato al rialzo soprattutto dai titoli finanziari, che hanno certamente sovraperformato l’indice di riferimento, ma anche dai titoli industriali come Pirelli, Prysmian, Finmeccanica e Fiat. Leggi tutto l’articolo
Azimut Holding (codice di negoziazione: AZM), compagnia italiana operante nel settore del risparmio gestito, è stato uno dei titoli migliori a Piazza Affari negli ultimi giorni. Venerdì in chiusura il titolo ha mostrato un rialzo vicino al 6% a 7.66€, beneficiando così dei dati sulla raccolta di gennaio e alcune promozioni ricevute dalle banche d’affari. Intanto, arrivano le prime indiscrezioni anche sulle stime di utile di bilancio 2012. Secondo quanto riportato dall’inserto del lunedì del quotidiano “La Repubblica”, Affari&Finanza, la società dovrebbe chiudere il 2011 con un utile netto pari a 80 milioni di euro mentre quest’anno le previsioni sono per un incremento su base annua del 37,5% a 110 milioni di euro. Leggi tutto l’articolo
Notizie contrastanti nel bilancio Italcementi 2011. Stando a quanto affermato dalla compagnia, infatti, i ricavi sarebbero cresciuti di 1,3 punti percentuali rispetto al fatturato conseguito alla fine del 2010, per un controvalore in termini assoluti pari a 4,72 miliardi di euro, contro i 4,66 miliardi di euro dell’esercizio di precedente confronto.
A costituire elemento meno gradito agli osservatori analitici del documento contabile Italcementi è invece il risultato operativo, calato di ben 65,2 punti percentuali a quota 129 milioni di euro, contro i 370,2 milioni di euro dell’esercizio precedente. In forte flessione anche l’utile netto 2011, che si è assestato a quota 94,3 milioni di euro, contro i 151,29 milioni di euro del 2010, come principale e diretta conseguenza della contribuzione negativa che hanno prodotto le rettifiche di valore sulle immobilizzazioni patrimoniali, per un controvalore pari a 134 milioni di euro. Leggi tutto l’articolo
La Consob rende noto di aver approvato il documento di offerta relativo all’offerta pubblica di acquisto volontaria che la Edizione srl intende lanciare sulla totalità delle azioni ordinarie Benetton Group ancora non detenute sul proprio portafoglio. Una decisione che porterà United Colors of Benetton presto fuori da Piazza Affari, come ampiamente previsto durante una serie di elaborazioni delle scorse settimane.
Edizione srl conferma infatti che con delibera 18135 la Commissione Nazionale ha approvato il Documento di Offerta, avente ad oggetto il 25,15% del capitale sociale sottoscritto e versato di Benetton Group, ancora non in mano della società. Stando ai dettagli dell’OPA, Edizione srl riconoscerà ad ogni aderenti un corrispettivo in contanti pari a 4,60 euro per ogni azione che verrà portata in adesione all’offerta, comprensivo del dividendo eventuale che l’assemblea soci di Benetton Group approverà con il bilancio d’esercizio 2011, nella presumibile prima convocazione del 24 aprile 2012. Leggi tutto l’articolo
Se ne parla ormai da diverso tempo, ma manca sempre meno al suo debutto ufficiale: il riferimento non può che andare al nuovo Buono del Tesoro Poliennale (Btp) che andrà a riguardare i risparmiatori privati del nostro paese e che è previsto per il prossimo 15 marzo. Si tratta di uno strumento innovativo e su cui il governo fa molto affidamento, alla luce delle performance non proprio brillanti di qualche mese fa che avevano di fatto allontanato gli investitori italiani dal tipico strumento finanziario a cui affidare i risparmi. Nel dettaglio, questo titolo sarà collocato direttamente online sulla piattaforma apposita di Borsa Italiana, vale a dire il Mercato Telematico delle Obbligazioni (meglio noto con l’acronimo Mot).
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L’andamento del Dow Jones a Wall Street divide gli esperti visto che tra il medio ed il lungo periodo c’è una divergenza di aspettative notevole. L’andamento passato è sicuramente, tra gli indici di rilevanza mondiale, il migliore; il recupero delle quote critiche con successivo test dall’alto (come è successo a suo tempo con quota 10000 punti) ha dato forza e vigore alle fasi di salita che ora dovranno sopportare una nuova importante prova dal punto di vista della fiducia. La crisi nata negli Stati Uniti alla fine del 2007 ha devastato il comparto finanziario mondiale ma ad uscirne vincitore è proprio l’indice USA principale che recupera più del 70% del range di discesa avuto proprio tra il 2007 ed il 2009. Leggi tutto l’articolo
Il diktat giunto da Palazzo Koch è stato chiaro e inequivocabile: secondo il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, il comportamento che gli istituti di credito italiani devono tenere in questo momento di crisi va improntato al massimo contenimento dei costi della remunerazione variabile, sia dei manager che degli azionisti. Questa regola si traduce in un possibile taglio dei bonus destinati al management, ma soprattutto dei dividendi e dei relativi acconti, il tutto con l’obiettivo di perfezionare i vari profili patrimoniali. La settimana che comincerà domani sarà ricca di assemblee, dunque la stessa Bankitalia si è voluta far sentire in anticipo, ricordando come la politica più giusta in una situazione come quella attuale sia quella del risparmio.
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Il consiglio di amministrazione di Italcementi archivia il 2011 approvando i risultati di bilancio e proponendo la distribuzione di un dividendo pari a 0.12 euro per ogni azione ordinaria e 0.1865 per ogni azione di risparmio. Si tratta da questo punto di vista di un consolidamento dell’impegno verso gli investitori visto che dal 2010 il dividendo ordinario è rimasto invariato e quello di risparmio è salito. Se il 2011 è stato un anno di crisi, tutto sommato Italcementi si è dimostrato essere nella parte difensiva del listino e le condizioni per cui questa caratteristica accompagnerà il titolo anche nel 2012 ci sono tutte.
Con l’approvazione del bilancio sono stati diffusi i dati relativi al 2011; il ricavo è in rialzo da 4.660 milioni nel 2010 a 4.750 milioni di euro, con l’utile netto che scende a 91.2 milioni di euro dai precedenti 197.1 milioni di euro. Il margine lordo corrente è passato da 841.7 a 697.3 milioni di euro e l’indebitamento finanziario netto si attesta a 2093 milioni di euro. Leggi tutto l’articolo