Come è emerso dal Rapporto 2011 sul coordinamento della finanza pubblica dell’Istat, il nostro paese rischia di caratterizzarsi per una forte perdita del prodotto interno lordo: eppure, nonostante queste previsioni, in Italia ci sono delle Di chi si tratta? Se le banche si contraddistinguono per un andamento altalenante, sono almeno tre gli esempi virtuosi da seguire. Si tratta, anzitutto, di quelle compagnie che operano nel mondo della moda, in primis del Gruppo Armani: nel 2010, infatti, l’utile netto è stato pari a 161 milioni di euro (in aumento dell’80% rispetto a un anno prima), mentre i ricavi consolidati si sono attestati a quota 1,58 miliardi.
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Dopo aver rivisto da “stabile” a “negativo” l’outlook sull’Italia, l’Agenzia di rating Standard and Poor’s non fa sconti neanche alle nostre banche. Oggi a Piazza Affari le azioni degli Istituti di credito italiani stanno tentando il rimbalzo, ma ieri è stata una sessione tutt’altro che entusiasmante dopo che proprio S&P ha rivisto al ribasso l’outlook, da “stabile” a “negativo”, su alcune banche italiane, tra cui Mediobanca e Intesa Sanpaolo.
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Il superamento della resistenza a quota 20680 segnalata nella giornata di ieri da’ ufficialmente il via al recupero del gap-down di Lunedì mattina che potrebbe durare fino a chiusura di giornata. Leggi tutto l’articolo
Brutte notizie per i consumi in Italia. L’Istat, Istituto Nazionale di Statistica, ha infatti reso noto in data odierna, mercoledì 25 maggio 2011, che nello scorso mese di marzo l’indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio è sceso dello 0,2% rispetto al mese precedente, così come su base tendenziale, ovverosia rispetto a marzo 2010, l’indice grezzo è addirittura sceso del 2%. Segno meno anche su base trimestrale, con l’indice che nel primo quarto 2011, ovverosia nel periodo gennaio-marzo, ha fatto registrare una discesa dello 0,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
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L’emblema delle ultime contrattazioni presso il Tokyo Stock Exchange, la borsa giapponese, è stato sicuramente l’indice Nikkei: quest’ultimo, infatti, ha ceduto oltre 34 punti, attestandosi a quota 9.443,04, ma neanche il Topix è stato da meno, anche se è comunque riuscito a limitare le proprie perdite. La brusca frenata in questione è stata provocata soprattutto dalla debolezza dei titoli tecnologici, influenzati a loro volta dalle quotazioni americane.
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La Central Bank of Ireland, istituto di credito centrale dell’Irlanda, avrà nuovi poteri a disposizione per quel che concerne i rapporti con le banche in default, le unioni del credito e le società: a Dublino è entrata in vigore una legge che consente alla banca in questione di ridurre o trasferire gli assets finanziari dei prestatori, oltre che di stabilire un’apposita imposta bancaria. Il Central Bank and Credit Institutions Bill 2011, questa la denominazione ufficiale del testo normativo, vuole rappresentare un passaggio fondamentale della nuova struttura creditizia irlandese, la quale promette di essere più efficace ed effettiva.
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Cambiano le aspettative sul futuro del Mercato Italiano o, per meglio dire, si apre una nuova possibilità; la situazione ciclica non rispecchia fedelmente le eccezioni proposte dal modello di Hurst, anche se è plausibile che il Mercato possa variare di molto le attese rispetto alla figura del Battleplan generale. Leggi tutto l’articolo
La crisi finanziaria ed economica, dalla quale l’Italia a fatica sta uscendo, genererà perdite ingenti che la Corte dei Conti, nel suo Rapporto 2011 sul coordinamento della finanza pubblica, ha valutato in ben 140 miliardi di euro alla fine del 2010; ma il costo della crisi salirà a ben 160 miliardi di euro nel 2013. Di fronte a questo scenario secondo la Corte dei Conti il taglio delle tasse nel nostro Paese è impossibile.
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