L’Istat ha registrato in aprile un calo del fatturato per l’industria italiana di circa il 22,2% rispetto allo stesso mese del 2008. Gli ordinativi si riducono del 32,2%. Nel confronto tra l’ultimo trimestre (febbraio-aprile) e quello immediatamente precedente (novembre-gennaio), la variazioni congiunturale é stata pari a -7,4%. L’industria stenta a ripartire a causa della scarsità della domanda di beni e servizi. Le diminuzioni più importanti (per fatturato) sono state registrate nei settori della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-41,1%). Segnali positivi dal settore auto, che vede i benefici della politica di incentivi attuati per favorire la ripartenza del settore: ad aprile gli ordini nazionali sono aumentati del 4,6%, rispetto ad aprile 2008. Pesa però la domanda estera con una riduzione del 44,5%.
Stamattina nello stabilimento della Fiat a Termini Imerese due ore di sciopero per protestare contro l’annuncio del cambio di linea produttiva annunciato giovedi dall’amministratore delegato Sergio Marchionne. Circa cento dipendenti sono rimasti fuori dalla fabbrica che produrrà la Lancia Ypsilon fino al 2011. L’ad ha detto che lo stabilimento siciliano dal 2011 non produrrà più auto, anche se sarà comunque mantenuto un insediamento industriale. Per protesta gli operai hanno anche bloccato per mezz’ora la ferrovia nella stazione di Termini Imerese.
Nel pomeriggio sono previste altre azioni di lotta. Aspettiamo ora – sottolinea Giovanna Marano, segretaria generale della Fiom Cgil in Sicilia – di essere convocati dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo.
Stamattina un euro quota circa 1,3856/60 delineando un calo dello 0,6% dal livello di 1,3952 della chiusura di venerdì sera. Yen in vantaggio su euro e dollaro australiano prima della riunione della Federal Reserve questa settimana, il cross dollaro/yen si porta a 96,03 (-0,18%). Momenti di incertezza per l’euro con l’attesa della prima asta di rifinanziamento a un anno che la Bce si appresta a condurre mercoledì e le vendite da parte di fondi che usano modelli di trading computerizzati.
I mercati nel complesso sono un po’ instabili – ha commentato un trader di una banca europea a Hong Kong -. L’euro soffre un po’ del focus sull’asta a lungo termine di mercoledì.
Per l’anno in corso la contrazione dell’economia mondiale sarà ampia. A stimarlo è la Banca Mondiale che ha rivisto le previsioni formulate nelle settimane scorse; nel dettaglio, l’economia mondiale dovrebbe infatti contrarsi quest’anno del 2,9% rispetto al -3% stimato in precedenza. La crisi finanziaria ed economica ha lasciato e sta lasciando il segno sui Paesi in via di sviluppo dove, includendo l’India e la Cina, è ora attesa una crescita 2009 del prodotto interno lordo dell’1,2%, ovverosia ben al di sotto di quel +2,1% stimato nello scorso mese di marzo. In sostanza, quindi, è stata rivista leggermente in meglio la stima sulla caduta del PIL mondiale, ma è stata drasticamente ridotta la previsione sui Paesi in via di sviluppo; per quanto riguarda l’India e la Cina, per il 2009 è attesa una crescita del PIL, rispettivamente, del 5,1% e del 7,2%, mentre il PIL globale è atteso al rialzo solamente nel 2010 con un +2% che poi dovrebbe passare a +3,2% nel 2011; ma in virtù del fatto che in questo momento si naviga a vista, visto che in molti Paesi non è ancora rallentato il calo dell’attività economica, è probabile che nelle prossime settimane la Banca Mondiale apporti ulteriori “aggiustamenti” alle stime formulate.
Con la crisi economica non tutto il male viene per nuocere. Di sicuro chi 12-18 mesi fa aveva un mutuo a tasso variabile da onorare, adesso l’importo della rata mensile è sceso, e spesso anche di molto, così come il costo delle bollette per la luce ed il gas, a parità di consumi, è diventato meno salato. Ebbene, in merito si è espresso anche il Centro studi di Confindustria che, in un ultimo Rapporto, ha calcolato come le famiglie quest’anno risparmieranno in media ben 3.500 euro sia per effetto della caduta dei prezzi del petrolio, sia in scia al forte ridimensionamento del costo del denaro. Entrando nel dettaglio, le famiglie quest’anno potranno risparmiare in media ben 546 euro tra la benzina, il gas, la luce ed il gasolio per il riscaldamento, che costano meno; e sui mutui a tasso variabile, anche se trattasi in questo caso di una fascia più ristretta di nuclei familiari, i risparmi complessivi sulle rate, solo per quest’anno, saranno pari a ben 3,3 miliardi di euro, mentre 1,1 miliardi di euro sono stati risparmiati nell’ultima parte dello scorso anno; per quest’anno, la rata mensile del mutuo a tasso variabile sarà mediamente più leggera per le famiglie di 255 euro, corrispondenti su base annua ad un risparmio pari a poco più di 3.000 euro.
Il 2008 si è chiuso in maniera poco rosea per gli utili di Fininvest: si sono infatti registrati dei cali nei ricavi netti consolidati (-0,4%), nel risultato operativo (-13,4%), ma soprattutto negli utili netti (-64,2%). Declina anche il dividendo da destinare alla famiglia Berlusconi, in quanto si è passati da 249,6 a 208 milioni di euro in un solo anno. Il bilancio relativo all’esercizio 2008 è stato approvato dall’assemblea degli azionisti, presieduta da Marina Berlusconi. La società ha spiegato la forte diminuzione dell’utile netto con l’impatto di oneri di natura non ricorrente che si è verificato con la crisi economica e col peggioramento del saldo tra oneri e proventi finanziari. La Fininvest ha comunque voluto anche sottolineare l’importante risultato in termini di investimenti, nonostante il contesto generale: gli 1,7 miliardi di euro sono, a detta dell’azienda, in linea con la media ottenuta negli ultimi dieci anni.
La visita a San Giovanni Rotondo presso la chiesa nuova di padre Pio da parte di Papa Benedetto XVI è stata anche l’occasione per intervenire in merito al preoccupante fenomeno della disoccupazione giovanile che sta dilagano nel Mezzogiorno d’Italia. Il pontefice ha esortato ragazzi e ragazze a non perdersi d’animo, in quanto problemi economici di questo tipo rischierebbero di spegnere gli entusiasmi della gioventù. Le parole di Ratzinger son state, come sempre, improntate alla speranza e alla fede, anche nell’ambito lavorativo:
Siate anche giovani dal cuore grande, la Chiesa non vi lascia soli, c’è bisogno del vostro apporto per la costruzione di una società più giusta ed equa. Mettetevi alla scuola di Gesù.
Xstrata, colosso svizzero attivo nel settore minerario, ha avanzato una proposta preliminare di fusione ad Anglo American, altro importante gruppo minerario: l’intera operazione raggiungerebbe l’importante somma di 67 miliardi di dollari, come ha precisato la stessa Anglo American. Certezze assolute per ora non ve ne sono, ma alcune conferme arrivano comunque dalle due parti. Secondo Xstrata, infatti:
Una fusione tra le due società sarebbe sicuramente avvincente, in quanto si creerebbe un portafoglio operazioni molto diversificato.
Gli unici ostacoli all’operazione vengono da Anglo American, che sarebbe piuttosto restia all’idea di una fusione: la capitalizzazione della società per quest’anno, infatti, ha già raggiunto 21,4 miliardi di sterline, con un guadagno borsistico pari al 5%, facendo intendere che il colosso può dire la sua anche singolarmente.