Koenigsegg, il gruppo automobilistico costruttore di auto di lusso sportive, ha portato a termine un’importante alleanza con i cinesi di Baic (Beijing Automotive Industry) per l’acquisto di un’altra nota compagnia, la Saab del gruppo General Motors. Tra l’altro, esiste già un accordo vincolante tra la stessa Koenigsegg e la società scandinava: l’ingresso di Baic comporterà il rilevamento di una quota di capitale in cambio del finanziamento dell’operazione. Christian von Koenigsegg, ceo dell’omonima azienda, ha già espresso tutta la sua soddisfazione per questo progetto, definito come un passo importante per dar vita alla nuova Saab. C’è da ricordare che quest’ultima è stata messa in vendita dalla capogruppo Gm lo scorso mese di febbraio; Saab conta attualmente 3.400 lavoratori e ha già venduto 98.000 unità nel solo 2008.
Le intenzioni di Commerzbank sono molto serie: altri 5 miliardi di euro delle garanzie statali che Berlino aveva infatti offerto alla banca tedesca verranno restituiti a breve dalla stessa, con l’impegno a non emettere ulteriori bond governativi. Il gruppo è partecipato al 25% proprio dal Governo tedesco: le garanzie totali offerte in questo senso ammontano a circa 15 miliardi nel 2009 ed avevano il fine di superare la crisi finanziaria. Il disimpegno di Commerzbank diventa quindi completo, in quanto si tratta degli ultimi soldi della somma iniziale. La banca ha anche voluto precisare che provvederà a riacquistare le partecipazioni che fanno capo al governo a partire dal 2012. Infine, appare molto interessante il progetto che consentirà una nuova remunerazione dello staff interno, il quale prevede l’inserimento di numerosi incentivi per quel che riguarda gli obiettivi di lungo termine.
Attualmente la giornata sul derivato italiano è interamente contenuta nel range di contrattazioni di ieri: la mancata violazione del massimo con il conseguente rintracciamento ha definito un ulteriore livello di long al di sopra dello stesso livello, con entrata al meglio.
La rottura dei minimi di ieri, con superamento del livello di supporto immediatamente sotto a quota 22390 in chiusura di barra oraria, invece, invertirà le dinamiche veloci assicurando una chiusura in ribasso per la seconda parte del tracy+1 iniziata sul minimo di ieri.
La squadratura prezzo-tempo di breve periodo non fornisce per la giornata di oggi particolari indicazioni: vi è spazio in entrambi i sensi per estensioni anche importanti, che se non si concretizzeranno in giornata vedremo domani sui nostri grafici nella mattina.
Possibile dunque l’overnight delle posizioni, anche se è da prevalere lo short nel caso in cui i segnali confermeranno la direzione entro le 17:40.
E’ previsto per lunedì prossimo, 14 settembre 2009, il raggruppamento azionario dei titoli Tiscali. A darne notizia è l’Isp sardo in scia alle comunicazioni al mercato fatte in precedenza, ed a seguito delle deliberazioni assunte alla fine dello scorso mese di giugno dall’Assemblea degli Azionisti Tiscali. Il raggruppamento sarà effettuato in ragione di un nuovo titolo Tiscali, privo di valore nominale, per ogni dieci titoli ordinari Tiscali posseduti. Questo significa, per fare un esempio, che chi attualmente possiede 1.000 azioni Tiscali con il raggruppamento sarà possessore di numero 100 (cento) azioni Tiscali ordinarie raggruppate. Tiscali, ai fini della gestione delle frazioni di titoli derivanti dalle operazioni di concambio, ha provveduto ad incaricare Banca Imi per il soddisfacimento delle richieste di monetizzare o acquistare le frazioni di azioni dell’Isp sardo.
I dati che emergono dal rapporto dell’Ocse “Education at a Glance” non sono certo incoraggianti per la nostra scuola: le ore che gli studenti italiani passano in aula sono di gran lunga superiori a quelle di molti altri coetanei stranieri, ma i risultati non vi sono. L’organizzazione parigina sottolinea come l’istruzione e l’adeguata formazione saranno due fattori determinanti per uscire dalla crisi, anche se nel nostro paese c’è molto da fare in questo senso. Anzitutto, i risultati sono scarsi: le 8.000 ore degli studenti italiani fino a 14 anni non hanno consentito di evitare le ultime file nei test internazionali. La formazione è poi scarsamente flessibile e, soprattutto alle medie, le materie sono divise in tre rigidi blocchi: lettere, matematica e scienze. Preoccupano infine i dati sull’abbandono scolastico; la percentuale di chi non conclude la scuola dell’obbligo in Italia è del 20%, più alta persino della media Ocse (19%).
Domenico Orsini, presidente di Industrie Riunite, ne è convinto: Myair tornerà ad essere operativa e a volare, non appena l’Enac avrà fornito il proprio assenso. Le speranze, in questo senso, si riferiscono al prossimo mese di dicembre. Tra l’altro, l’Irc (Industrie Riunite Conset) è proprio la società creata ad hoc per questa operazione e si sta già mobilitando per riattivare le licenze. Tale proposta è stata la prescelta dalla stessa Myair tra le altre pervenute per il riavvio dell’operatività: la decisione è avvenuta lo scorso 26 agosto, dopo che la compagnia era stata dichiarata insolvente, provocando in tal modo una perdita di ben 100 milioni di euro. I tempi sono ora maturi per la ripresa dei voli e i consulenti dell’Irc stanno già valutando tutti i termini per l’affitto d’azienda.
Primo semestre contrastato per quel che riguarda l’andamento economico di Ferrari (gruppo Fiat): i ricavi della casa del “cavallino rampante” sono infatti calati dell’8%, così come le vendite, rispetto a un anno fa. Ma a Maranello si guarda con ottimismo a questi dati, visto che il risultato deve essere ricollegato alle performance più che negative dei mercati mondiali. Si è parlato di andamento contrastato, in quanto a fronte dei cali sopracitati, è salita la quota di mercato globale (+10%); le difficoltà gestionali sono state influenzate dai minori volumi e dagli effetti del mercato dei cambi, ma sono arrivate anche le buone notizie, in particolare dalle attività legate al brand. Un importante contributo è stato dato, infine, dal sito web Ferrari, il quale è riuscito a raddoppiare gli accessi e le pagine visitate.
Per il trasporto ferroviario regionale si apre un nuovo corso. Con i due miliardi di euro di investimenti messi sul piatto nei giorni scorsi, a regime i pendolari viaggeranno su convogli più moderni e più puliti, ma le ricadute positive sono anche sull’economia. I due miliardi stanziati, infatti, innescano una gara alla quale le Regioni sono chiamate a partecipare investendo nell’ammodernamento della flotta ed aggiungendo all’occorrenza anche risorse proprie. L’acquisto di nuovi treni, inoltre, crea occupazione e “smuove” l’economia ed in particolar modo il settore industriale. Insomma, il piano di investimenti di Trenitalia non ha controindicazioni se verrà implementato in maniera rapida ed efficiente, e permetterà ai pendolari di Trenitalia, specie al Sud, di evitare di imbattersi in treni regionali tutt’altro che confortevoli, senza impianto di climatizzazione, rumorosi e spesso, come accaduto, con un livello di pulizia che lascia a desiderare.