Fondi reali sovrani, opportunità o rischio?

L’ultima della lista ad aver fatto ricorso ai fondi sovrani per coprire le perdite e rimpinguare le casse è Credit Suisse, ma prima di lei Merril Lynch, Citigroup, Morgan Stanley e Ubs. Ma cosa sono questi fondi reali sovrani? E la loro improvvisa crescita è una buona opportunità o un pericolo?

I fondi reali sovrani (o sovereign wealth funds) sono in pratica un nome diverso per chiamare qualcosa che esiste da sempre; sono le risorse di un governo o di uno stato sotto forma di altre valute, diverse dalla propria. Tutti gli stati hanno riserve di questo tipo, generalmente in dollari, euro o yen. Quando uno stato accumula più risorse di quante ne servano nell’immediato può creare un fondo sovrano, proprio per gestire quelle risorse “extra”.

Attulamente i fondi sovrani sono stimati raggiungere i 2-3 trilioni di dollari, ma basandosi sul trend attuale, essi potrebbero raggiungere i 10 trilioni nel 2012.


Abbiamo detto che quasi tutti gli stati hanno dei fondi di questo tipo, ma va anche sottolneato che i cinque fondi più importanti costituiscono da soli il 70% del totale. Tra queste abbiamo la Norvegia, la Cina, Singapore e soprattutto gli Emirati Arabi (si chiama Adia quest’ultimo e da solo conta su 875 miliardi di dollari). Ma come mai tanta preoccupazione per 3 trilioni di dollari, che comparati all’economia globale possono sembrare un granello di sabbia?

Innanazitutto non sono regolamentati (come del resto anche gli hedge funds) e non rispondono a criteri di trasparenza, non rendono noti al pubblico i propri bilanci. In Norvegia ad esempio il fondo nasce per amministrare il surplus petrolifero ed è stimato essere sui 500 miliardi di dollari. E’ un vero e proprio fondo pensioni, reinvestito in azioni diversificate e la cui destinazione è in mano da qualche anno a questa parte ad un comitato etico, poichè nel passato il denaro era stato destinato ad aziende produttrici di armi e sigarette.

Questo è quello che accade in Europa, ma al di fuori? Oltre che della loro governance, il rischio nasce dal potere che questi stati acquisicono in altre nazioni. I fondi sovrani non hanno diritto di voto, ma possono influire fortemente sulle scelte di una società, seguendo interessi propri. Stefano Lepri in un articolo sulla Stampa ha tirato in ballo anche un ulteriore interrogativo:

se a far crollare il cambio di un paese, come fece Soros con la sterlina, fosse un altro stato cosa potrebbe succedere?

E se tali fondi dovessero essere usati per motivi non strettamente economici quanto politici, cosa più che possibile ed anche già accaduta in parte? Tanti interrogativi e poche risposte.

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