Tassa sugli abbracci negli aeroporti inglesi

Tassa sugli abbracci o tassa sugli “addii” davanti ai terminal? È una misura che si è diffusa negli ultimi anni nel Regno Unito che sta creando non poco malumore. Vediamo insieme di cose si tratta.

Cosa è la tassa sugli abbracci

In pratica si tratta di un contribuito obbligatorio per stare in un certa parte dello scalo che alcuni passeggeri e accompagnatori trovano curiosa. Mentre altri la criticano come un modo nuovo e poco gradito di far pagare chi usa gli aeroporti

Ovviamente la tassa sugli abbracci non è un tributo riguardante ciò che si prova ma il costo per entrare nell’area di drop-off di un aeroporto e lasciare qualcuno vicino all’ingresso per salutarlo o aiutarlo a prendere un volo.

Nel corso del 2026, molti aeroporti principali del Regno Unito, inclusi quelli di Londra come Heathrow e Gatwick, hanno iniziato o programmato di applicare tariffe che vanno da circa 7 a 13 sterline (cioè circa 8–15 euro) per chi accompagna un passeggero in automobile e resta per pochi minuti nella zona di consegna dei viaggiatori.

La logica dietro questa novità è raccontata da chi gestisce gli scali come una combinazione di obiettivi. Da un lato, il ridurre il traffico privato e la congestione davanti ai terminal, in modo da diminuire anche l’inquinamento e gli ingorghi stradali. E dall’altro, aumentare le entrate in un settore che ancora soffre per le perdite accumulate durante la pandemia da Covid-19 e per i costi di mantenimento delle infrastrutture.

Strumento interessante di gestione

Al London City Airport, ad esempio, bastano anche solo cinque minuti per vedersi addebitare circa 8 sterline. E la tariffa aumenta se si resta più a lungo nelle aree designate. Heathrow, lo scalo più ampio del Paese, applica una tariffa di circa 7 sterline per l’accesso alla zona di drop-off, mentre altri aeroporti del Regno Unito hanno stabilito importi simili o leggermente più alti. Variando anche in base alla durata della sosta.

La tassa sugli abbracci ha suscitato proteste e critiche da parte dei viaggiatori e delle associazioni di settore, che vedono nella tassa più una forma di guadagno facile che un vero strumento di sostenibilità o controllo del traffico.

Alcuni osservatori notano che negli aeroporti italiani, per esempio, esistono zone di sosta gratuite per accompagnare i passeggeri per un breve periodo senza costi aggiuntivi, mentre nel modello britannico anche pochi minuti di saluti possono comportare un addebito importante.

Dal punto di vista di chi organizza un viaggio, questa tassa può sorprendere chi non è abituato a pagare per l’accesso alle aree di pre-imbarco. Per gli accompagnatori può significare dover pianificare percorsi alternativi, come lasciare i passeggeri in aree di sosta dedicate più lontane o utilizzare mezzi pubblici per gli ultimi saluti.