Piazza Affari riduce il gap con l’indice S&P500

di Sandro Argenti Commenta

Si teme un crollo dell'indice S&P500. Questo implicherebbe l'inasprimento dei movimenti anche per il Ftse Mib, che dovrebbe segnare minimi inferiori a quelli osservati durante la metà dello scorso mese.

L’ultima settimana sul listino di Milano è stata emblematica per una serie di motivi. Ciò che si è verificato è da analizzare con attenzione.

In primo luogo, c’è stato un rimbalzo del Ftse Mib. A detta degli esperti è da interpretare come una diminuzione del gap con l’indice S&P500. Questo indicatore, in pratica, è rimasto fermo. Nel frattempo, Piazza Affari ha colmato leggermente la distanza con gli Usa, di concerto con gli altri listini periferici.
Attualmente, gli indici hanno trovato un maggior allineamento al punto che quando nella giornata di ieri l’S&P500 ha dato piccoli cenni di cedimento, il Ftse Mib ha ritracciato immediatamente.
Si teme un crollo dell’indice S&P500. Questo implicherebbe l’inasprimento dei movimenti anche per il Ftse Mib, che dovrebbe segnare minimi inferiori a quelli osservati durante la metà dello scorso mese. Il rischio è andare incontro a flessioni verso i diciassettemila punti e in direzione dei 16.500.

Un esperto ha dichiarato a tal proposito:

Da ora in poi ogni momento è buono perchè il Ftse Mib avvii un movimento discendente e ricordiamo che venerdì prossimo cade l’appuntamento con le scadenze tecniche e quella potrebbe essere un’ottica occasione di discesa. Probabilmente il livello dei 19.500 punti visto nei giorni scorsi potrebbe essere un massimo da cui scendere verso i 17.000 punti.
Già in precedenza attribuivo poche probabilità ad un ritorno verso area 20.500 di Ftse Mib e ora ritengo che ciò sia sempre meno probabile. L’unica speranza di assistere ad recupero dei corsi è legata alla tenuta dei 18.500 punti, visto che una discesa al di sotto di questo livello decreterà la fine di ogni tentativo rialzista, con l’opportunità di aprire posizioni short abbastanza tranquillamente.