A Roma piatti biologici, riscoperta della qualità

di Laura Commenta

Un’economia alla riscoperta del sapore e dei cibi salutari a un prezzo accessibile. È questo il linguaggio parlato dalle mense scolastiche della Capitale, e i dati raccolti nel dossier «I valori del Bio», stilato da Aiab, Coldiretti e Legambiente, fotografano una realtà sempre più propensa all’utilizzo di prodotti di qualità anche nella ristorazione collettiva. In Italia ogni giorno sono preparati da mani sapienti ben un milione di pasti «bio», circa un terzo del totale. Considerando che circa 5,5 milioni gli italiani ogni giorno mangiano alle mense e che il costo medio per la materia prima è di 1,6 euro, il mercato delle mense solo per i produttori di cibo muove un giro d’affari di 8,8 milioni di euro al giorno.

Scegliere il biologico -ha sottolineato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, partecipando all’appuntamento ai Fori- non significa solo puntare sulla qualità alimentare, ma scegliere un modello differente di produzione e consumo, attento alla salute dei cittadini e dell’ambiente. Il Lazio è una regione a forte vocazione agricola, perciò è molto importante diffondere il valore del biologico, ed è importante farlo soprattutto nelle città, dove il modello di agricoltura insostenibile fatto di pesticidi e veleni è dilagante. Per questo con la Biodomenica, chiediamo alla Regione Lazio di puntare con ancora più decisione sulla qualità e sul biologico con gli ultimi bandi del piano di sviluppo rurale.

Per quanto riguarda il fatturato e i guadagni invece, i pasti costano, come già detto in precedenza 1,6 euro e vengono venduti a circa 5,03 euro (media), per un fatturato annuo di 137.808.000 euro. Il successo del biologico nelle scuole di Roma è così grande che il 70% di tutti i cibi serviti nelle mense scolastiche di Roma è biologico. Ma non solo nelle mense: il cibo biologico quest’anno registra una crescita dei consumi del 11,5%, in controtendenza rispetto al resto dei prodotti agroalimentari.

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