Bilancio 2012 Poltrona Frau

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Poltrona Frau ha chiuso il 2012 con un bilancio contraddistinto dal segno negativo, aprendo pertanto una interessante stagione previsionale per cercare di comprendere in che modo si evolverà la gestione aziendale nel corso del 2013. Cerchiamo dunque di capire quali siano stati i principali risultati conseguiti nell’esercizio recentemente conclusosi, e quali sono stati i fondamentali commenti formulati dal top management societario in proposito.

Partiamo dai dati consolidati del 2012, che mostrano come il gruppo abbia registrato ricavi pari a 247 milioni (-1,8 per cento a parità di perimetro societario), un Ebitda di 26 milioni (+1,7 per cento), un risultato operativo pari a 15,5 milioni (in calo dai 18,8 milioni del 2011) e un utile netto di 0,9 milioni (in contrazione rispetto ai 4,6 milioni di un anno prima). In miglioramento l’indebitamento finanziario netto, ora pari a 79,,1 milioni di euro, con una flessione di 8,9 milioni di euro rispetto al periodo di paragone precedente.

Commentando i risultati conseguiti, l’amministratore delegato Dario Rinero ha voluto sottolineare come “un eccellente portafoglio ordini, già acquisito ad oggi, per Contract e Interiors in Motion, insieme alle numerose iniziative commerciali per il settore residenziale, a supporto dello sviluppo dei nostri marchi sui mercati internazionali, e la fiducia che ripongo sui nuovi prodotti che verranno presentati in occasione della settimana del Salone Internazionale del Mobile, mi fanno ritenere che, anche nel 2013, continuerà il trend di miglioramento dei risultati economico finanziari del gruppo”.

Anche per il prossimo anno è pertanto previsto un trend di miglioramento della tenuta economico finanziaria del gruppo. L’incerto contesto nel quale si sta muovendo la società (con una domanda – soprattutto locale – che dovrebbe risentire ulteriormente della congiuntura sfavorevole) potrebbe creare qualche ostacolo al perseguimento degli obiettivi previsti, sebbene una buona diversificazione territoriale dovrebbe essere in grado di mitigare tale pregiudizio (in proposito, vi consigliamo di consultare questo nostro approfondimento sull’evoluzione della crescita italiana secondo quanto affermato da Morgan Stanley).

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