Co.co. bond per Monte Paschi di Siena

Monte dei Paschi di Siena, l’istituto di credito più antico d’Italia, attualmente al centro di una intricata vicenda che ha conseguito ampio risalto mediatico, starebbe valutando l’ipotesi di emettere un Co.co. bond per potersi rafforzare sotto il profilo patrimoniale. A confermarlo è l’amministratore delegato della società, Fabrizio Viola, durante una recente conference call con la quale ha presentato i risultati trimestrali conseguiti dalla società.

L’obiettivo è palese: cercare di soddisfare quanto prima i requisiti domandati dall’EBA, che vorrebbe le banche italiane più solide patrimonialmente. L’authority europea nel settore bancario avrebbe in particolar modo richiesto a Monte dei Paschi di Siena un’iniezione di nuovi capitali pari ad almeno 3,23 miliardi di euro: gli osservatori affermano che alla banca senese mancherebbe ancora un miliardo di euro. Di qui l’intenzione di lanciare tale strumento finanziario.

Ma cosa è il Co.co. bond? Quanto chiamato, sinteticamente, in tale modo, è un contingent convertible bond, con caratteristica comune la conversione automatica nell’ipotesi in cui il Core Tier 1 (cioè, uno dei più importanti ratio patrimoniali) scenda al di sotto di un predeterminato valore. Inoltre, i Co.co. bond offrono cedole molto elevate, in grado di attrarre un discreto numero di investitori, anche in situazioni congiunturali non certamente favorevoli.

INDAGINE PER AGGIOTAGGIO PER MONTE PASCHI SIENA

Il Monte dei Paschi di Siena, in piena turbolenza, ha approvato i conti del primo trimestre 2012, che evidenziano un utile netto pari a 54,5 milioni di euro, in flessione del 61,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il Core Tier è salito al 10,5%, mentre i costi sono stati contenuti in 845 milioni di euro, l’1,2% in meno rispetto ai costi del primo trimestre del 2011.

Ancora in sofferenza le quotazioni del titolo Monte dei Paschi di Siena in Borsa italiana.

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