Pirelli lancia strategie asiatiche

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Pirelli si appresta a lanciare nuove strategie, strizzando l’occhio nei confronti del continente asiatico. Ad anticipare alcuni dei contenuti del prossimo piano industriale è stato lo stesso presidente del gruppo, Marco Tronchetti Provera, che si è tuttavia riservato significativi margini di cautela precisando come – in ogni caso – occorrerà avere maggior chiarezza su cosa avverrà in Europa, in particolar modo alla luce delle elezioni in Germania.

“Il piano industriale abbiamo preferito spostarlo a novembre” – ha giustificato in proposito Tronchetti Provera – “perché questa scelta ci permetteva di avere una maggiore visibilità sullo sviluppo nei prossimi anni dell’Europa”. È d’altronde risaputo che le elezioni tedesche rappresentano un punto di potenziale svolta negli equilibri globali, poichè da esse potrebbe dipendere il ruolo che il vecchio Continente andrà a giocare in ambito mondiale (vedi anche Pirelli non più sell secondo Goldman Sachs).

Nell’attesa, Pirelli sembra comunque essere convinta della necessità di prestare maggiore e rinnovata attenzione agli altri mercati continentali e, tra essi, a quello asiatico. Proprio per quanto concerne Cina & co., il top manager ha precisato che “guardiamo come crescere più rapidamente, anche con partnership industriali”.

Nelle sue ampie dichiarazioni, l’amministratore ha inoltre parlato di come potrebbero evolversi i rapporti con i Malacalza dopo l’usicta da Camfin e Gpi, che ha condotto la famiglia genovese all’interno del capitale sociale di Pirelli. “Saranno come con tutti gli azionisti, abbiamo altri grandi azionisti tra gli investitori istituzionali che hanno ben oltre il 2%” – ha dichiarato Tronchetti Provera.

Infine, il presidente del gruppo ha voluto sottolineare come non vi sia alcuna trattativa attualmente in corso per far entrare altri fondi di investimento nella catena di controllo di Pirelli. “Oggi c’è una semplificazione” – ha proseguito il manager – “i primi passaggi appaiono complicati, ma alla fine ci sarà un gruppo di azionisti privati, le banche e un private equity che saranno in questa società. Il patto di sindacato andrà a sciogliersi”.