Rating 26 banche italiane tagliato da Moody’s

Il “black monday” di ieri sui mercati finanziari non ha lasciato in eredità soltanto 120 miliardi di capitalizzazione di borsa bruciati in Europa, ma anche la scure di Moody’s su una miriade di istituti di credito del Belpaese. La bocciatura è arrivata in tarda serata, a mercati chiusi da diverso tempo. Moody’s ha deciso di tagliare il rating di 26 banche italiane, che ora hanno tutte un outlook “negativo” che implica una possibile revisione al ribasso del rating nei prossimi trimestri.

Moody’s ha dichiarato in una nota che i rating delle banche italiane “sono ora tra i più bassi nei paesi dell’Europa avanzata e riflettono la vulnerabilità di queste banche a contesti sfavorevoli in Italia e in Europa”. A pesare sul giudizio dell’agenzia di rating sono sia le condizioni economiche avverse in cui si trova l’Italia, da alcuni mesi in piena recessione, ma anche le misure di austerità che deprimono la domanda interna. Secondo Moody’s l’Italia evidenzia una scarsa qualità dell’attivo e manifesta difficoltà di accesso al mercato del funding.

BANCHE ITALIANE BOCCIATE DA NOMURA

Banca Mps ha subito un deciso taglio del rating di lungo termine di due notch a “Baa3” da “Baa1”. Giù il rating di Banco Popolare a “Baa3” da “Baa2”, mentre le due big Unicredit e Intesa SanPaolo sono state bocciate di un solo livello entrambe ad “A3” da “A2”. Nel mirino di Moody’s ci sono poi numerosi piccoli istituti di credito e casse di risparmio, che si sono viste abbassare il rating.

GOLDMAN SACHS TAGLIA TARGET PRICE BANCHE ITALIANE

Ieri è stata una giornata molto difficile per le banche con l’indice Stoxx600 in calo del 2,76%. In Europa le banche che hanno perso di più sono state quelle francesi, italiane e spagnole. A Piazza Affari ha fatto molto male Unicredit, che ha perso quasi il 5%, ma anche Intesa Sanpaolo che ha registrato una flessione del 3,55% avvicinandosi nuovamente alla soglia psicologica di un euro.

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