Capital gain

Capital gain

Il capital gain è quello che si guadagna come differenza fra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita. In caso di perdita si parla di minusvalenza (capital loss). Il Capital Gain in ambito finanziario è quindi utilizzato per indicare la differenza tra il prezzo di vendita e quello di acquisto di uno strumento finanziario, come ad esempio le azioni.

Che cos’è il capital gain, in parole semplici? Se si compra un’azione a 100 e la si rivende a 110, la differenza (110-100) costituisce una plusvalenza. Quando invece il prezzo di vendita è inferiore a quello di acquisto, si ha una perdita o minusvalenza. ecco perché il capital gain è la differenza fra guadagni e perdite derivanti dalla compravendita di azioni o altri valori mobiliari.

Le azioni quindi consentono, oltre alla distribuzione eventuale di dividendi, di conseguire guadagni in conto capitale, nel caso in cui il prezzo di mercato al momento della vendita sia più alto rispetto a quello di acquisto. Non solo azioni, ma anche anche altri strumenti finanziari permettono di conseguire capital gain: le obbligazioni e i titoli di Stato. Si possono infatti cedere prima della scadenza tali titoli conseguendo guadagni di capitale se il prezzo è più alto di quello di acquisto.

Riforma sul capital gain

A partire dal 1 luglio 1998, con la nuova normativa sulla tassazione delle rendite finanziarie, la cosiddetta “Riforma sul Capital Gain“, sono state introdotte importanti novità legislative che interessanno direttamente i risparmiatori. Oltre ai redditi frutto del normale impiego di capitale come interessi e dividendi (i REDDITI DA CAPITALE), da tale data anche i guadagni da capitale sono soggetti a tassazione.

Fino al 30 giugno 1998 quindi, i soli redditi da attività finanziarie tassati erano costituiti dai cosiddetti “frutti dell’impiego normale del capitale”, ma con la riforma, sono stati sottoposti a tassazione tutti i redditi comunque legati ad attività finanziarie, per cui anche le plusvalenze derivanti dall’utilizzo di strumenti finanziari evoluti (future, opzioni, ecc), su titoli, valute, metalli preziosi, ecc.