Legge di Stabilità 2016, i lavori procedono alla Camera

di Redazione Commenta

Attese nuove misure per il Mezzogiorno.

Continuano i lavori per la legge di Stabilità 2016 alla Camera, in vista dell’approdo all’Aula calendarizzato per il 15 dicembre, e in Commissione il menu potrebbe arricchirsi delle voci che riguardano gli sgravi per il Sud e le tasse sui giochi.

Potrebbero arrivare già oggi gli interventi aggiuntivi sul Mezzogiorno promessi dal Governo, secondo quanto ha riferito il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, aprendo i lavori sulla legge di Stabilità. “Oggi potrebbero arrivare già le prime riformulazioni e proposte di relatori e Governo sul Sud”, ha annunciato Boccia, aggiungendo che si vedrà poi se votarle già oggi o domani. Il pacchetto di misure conterrà il credito di imposta per gli investimenti modulato a seconda della grandezza delle imprese (10% per le grandi, 15% per le medie e 20% per le pmi). Il credito d’imposta dovrebbe avere un tetto fissato a uno-due milioni per le piccole imprese, a cinque milioni per le medie e a 20 milioni per le grandi. Mentre per quanto riguarda la decontribuzione al 40% per i nuovi assunti, ci dovrebbe essere solo la previsione di una proroga di un anno per il Mezzogiorno, rispetto al resto del Paese, dal 2017.

Sul fronte dei giochi, invece, si va verso l’abolizione della supertassa da 500 milioni sulle slot machine, compensata però col rialzo di due punti del prelievo sugli apparecchi e di mezzo punto sulle videolotteries. Secondo Agipronews, ci sarà poi lo stop al rilascio di autorizzazioni per nuove macchinette, l’accordo con gli enti locali entro aprile 2016 per procedere alla certificazione pubblica delle sale giochi, la sperimentazione della tassazione sul margine delle scommesse sportive e l’allargamento delle fasce orarie in cui sarà proibita la pubblicità dell’azzardo. Cambiano i criteri per assegnare le risorse del fondo per la povertà. La commissione Bilancio della Camera ha approvato alcuni emendamenti proposti dalla commissione Affari sociali che prevedono che in via prioritaria gli interventi guardino “in modo proporzionale al numero di figli minori o disabili”. Salta invece la previsione di guardare in particolare anche ai nuclei con figli minori inseriti nel circuito giudiziario.