Consumi in calo con l’aumento dell’Iva?

di Sandro Argenti Commenta

Il +3% sulle aliquote imposto dalla Legge di Stabilità porterebbe a una minore disposizione di credito disposizione da parte delle famiglie e a un aumento dei prezzi alla fine del triennio 2016-2018.

Se, come contemplato dalla Legge di Stabilità per il triennio che dal 2016 porta al 2018, l’Iva dovesse aumentare i consumi caleranno di 65 miliardi. Le famiglie avranno meno denaro a disposizione e i prezzi cresceranno del 2,5% entro la fine del triennio.

Ad affermarlo è uno studio di Confcommercio. Stando a quanto statuito dalla Legge di Stabilità, l’aumento dell’Iva dilazionato nel triennio implicherebbe un incremento delle aliquote pari al 3% (esse andrebbero dal 10% al 13%, e dal 22% al 25%).Così lo studio:

Le nuove imposte potrebbero raggiungere nel periodo 2016-2018 la ragguardevole cifra di 71,3 miliardi di euro. L’obiettivo del governo è di reperire oltre 35 miliardi di euro di gettito, cui si sommerebbero ulteriori entrate derivanti da provvedimenti sottoposti a clausola di salvaguardia pari a 18 miliardi nel triennio. La legge di stabilità dovrebbe portare a esigui flussi di risorse e per giunta in deficit: è difficile che provochi uno choc sulle aspettative. La caratteristica espansiva della manovra sarà di poco meno di 6 miliardi di euro per il 2015, la cui copertura è in deficit. Al governo Renzi, al quale riconosciamo il merito di aver rotto gli schemi tradizionali aprendo una nuova stagione chiediamo di non mollare sulle riforme. A Renzi chiediamo più coraggio e determinazione nel rispondere alle emergenze economiche del Paese, a spingere sull’innovazione, e di non mollare sulle riforme.

Stando ai commercianti, dunque, durante il prossimo triennio le nuove imposte dovrebbero raggiungere un totale pari a 71 miliardi, mentre l’ impatto espansivo della Legge di Stabilità sarà di soli sei miliardi. In soldoni, questo porterà a ‘carrelli della spesa’ più vuoti per le famiglie e a una nuova dinamica di disequilibrio.