Pensioni, le nuove regole in Europa

Sul sito dell’Inps, è facile notare come In Italia sia possibile andare in pensione con due sistemi: per anzianità e per vecchiaia. In pratica chi ha maturato 35 anni di contributi, grazie alla pensione di anzianità, può andare in pensione anche prima dei 60 anni. Comportano quindi la possibilità, raggiunto un tot di anni di contributi, di uscire dal lavoro a un’età anticipata rispetto a quella della pensione di vecchiaia. Questo succede fino ad oggi, per il futuro infatti sono previste delle modifiche: ieri il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, pressato dall’Europa, ha aperto alla possibilità di eliminare definitivamente il sistema di anzianità, uniformarsi all’Europa e portare l’età pensionabile a 67 anni.

Accogliendo le sollecitazioni dell’Europa, per le pensioni di anzianità 36 anni di contributi non saranno più sufficienti, non basteranno neanche 40, occorrerà sempre e comunque aver raggiunto almeno 65 anni di età. Nei principali Paesi europei l’accesso alla pensione di vecchiaia è previsto inoltre all’età di 65 anni per entrambi i sessi, ma in molti casi è già previsto un aumento graduale fino a 67/68 anni. Secondo i dati del “Joint report of pensions 2010” della Commissione europea che possiamo trovare anche nel Rapporto annuale dell’Inps, l’Italia è l’unico Paese nel quale ancora esiste una divergenza tra uomo e donna in relazione all’età pensionabile, anche se è previsto l’innalzamento a 65 anni per le donne nel 2012.

Di seguito le regole per il pensionamento in altri Paesi:

Belgio: età pensionabile già a 65 anni sia per uomini che per  donne.
Danimarca : 65 anni uomini e donne, innalzamento a 67 tra il 2024 e il 2027.
Francia: al momento 62 anni uomini e donne, aumento progressivo di 4 mesi l’anno dal 1 luglio 2011 (a regime nel
2018).
Germania: anche in questo caso siamo già a  65 uomini e donne per i nati ante 1947. Vanno in pensione a  67 anni uomini e donne nate dopo il 1947 con aumento graduale dal 2012 al 2019.
Regno Unito:  Uomini: 65 anni. Donne: graduale aumento fino a 65 anni dal 2010 al 2020.

 

 

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