Rating Francia tagliato da Moody’s a “Aa1”

L’agenzia di rating Moody’s ha deciso di tagliare il giudizio sul merito di credito della Francia ad “Aa1” da “Aaa”. Il paese perde così il rating di massima affidabilità creditizia anche secondo Moody’s, dopo che lo scorso gennaio Standard & Poor’s aveva bocciato il debito sovrano transalpino tagliando il rating AAA. L’agenzia di rating aveva messo sotto osservazione il debito francese lo scorso 13 febbraio per una possibile revisione. Ora il downgrade si è concretizzato e si tratta di un nuovo duro colpo da assorbire per Parigi.

Secondo gli esperti di Moody’s, “le prospettive economiche di lungo periodo della Francia sono condizionate negativamente da numerosi elementi strutturali”. Gli analisti dell’agenzia mettono in evidenza soprattutto la perdita di competitività, “graduale ma continua”, ma anche la rigidità nel mercato del lavoro, dei beni e servizi, oltre all’incertezza sull’andamento delle finanze pubbliche in un clima di forte rallentamento economico. Secondo Moody’s le prospettive sull’economia transalpina restano molto incerte anche per i prossimi mesi e il paese sembra avere meno risorse per far fronte ad eventuali shock nell’area euro.

Moody’s sottolinea anche che la Francia ha un’esposizione commerciale e finanziaria eccessiva verso i paesi più deboli della zona euro. L’agenzia mantiene sul rating di Parigi un outlook negativo, per cui non esclude nuovi declassamenti sul debito sovrano nei prossimi trimestri. Il ministro dell’Economia, Pierre Moscovici, ha dichiarato che il downgrade di Moody’s è un riflesso delle scelte sbagliate fatte in passato dal precedente esecutivo. Moscovici evidenzia che il nuovo governo targato Hollande ha ottenuto in eredità dala gestione Sarkozy un paese poco competitivo, crescita debole, deficit di bilancio elevato e debito in aumento.

I numeri sul declino francese sono impietosi e la perdita del rating Aaa sembrava essere una decisione quasi scontata, che prima o poi sarebbe arrivata anche da Moody’s. L’industria francese è passata in pochi anni dal 18% al 12% del valore aggiunto complessivo, il deficit commerciale ha raggiunto i 70 miliardi di euro e il paese continua a perdere quote di mercato in Europa e nel mondo. Hollande sta mettendo in campo riforme strutturali molto importanti per risollevare le sorti di un paese che, nonostante tutto, continua a finanziarsi sui mercati a tassi straordinariamente bassi.

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