Mediobanca ancora al centro delle cronache suo malgrado. Negli ultimi giorni la procura di Milano ha iscritto Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri e Luigi Lovaglio nel registro degli indagati in relazione all’operazione con cui Mps ha acquisito il suo controllo.

Cosa sarebbe successo durante Ops Mediobanca
Al netto che la verità andrà accertata eventualmente in aula le accuse sono gravi. Parliamo di ipotesi di reato come aggiotaggio (manipolazione del mercato) e ostacolo all’attività di vigilanza da parte delle autorità competenti come Consob, Bce e IVASS.
Qualcosa che potrebbe effettivamente lasciare il segno. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’operazione, finalizzata a trasferire il controllo di Mediobanca a Mps attraverso un Ops da circa 13,5 miliardi di euro, sarebbe stata concertata tra i tre soggetti sopra citati. Rispettivamente detentore di importanti partecipazioni (Caltagirone), capo de della holding Delfin legata alla famiglia Del Vecchio (Milleri) e amministratore delegato di Mps (Lovaglio).
L’operazione di acquisizione di Mediobanca è parte di un contesto molto delicato per la finanza italiana. L’istituto milanese è da tempo pilastro del sistema bancario e assicurativo. Con forti legami con Assicurazioni Generali. Detenerne il controllo significa quindi anche influenzare equilibri strategici nel mondo delle assicurazioni e del credito.
La notizia dell’indagine ha avuto un impatto immediato sui mercati: il titolo di Mps è crollato in Borsa, con un calo iniziale superiore al 5%-6%. Dobbiamo però sottolineare che al momento si tratta solo di ipotesi investigative. L’iscrizione nel registro degli indagati non equivale a una condanna e né Caltagirone né gli altri hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali.
Le loro strutture (il gruppo Caltagirone e Delfin) sono anch’esse coinvolte come persone giuridiche nell’indagine ai sensi della normativa sulla responsabilità degli enti. E’ evidente però che la rilevanza di questa inchiesta va oltre i destini dei singoli protagonisti.
Cosa potrebbe accadere

Se l’accusa fosse confermata, si aprirebbe un capitolo di grande rilievo per la regolamentazione del mercato finanziario in Italia. Verrebbe rimessa in discussione la trasparenza delle operazioni di scalata e la capacità delle autorità di vigilanza di intercettare azioni concertate tra grandi investitori.
Nel contesto attuale, segnato da tensioni, concentrazioni e ristrutturazioni nel settore bancario e assicurativo, il caso Mediobanca rappresenta un banco di prova per le regole di governance del sistema. E di come possano reggere.
Questa indagine legata alla scalata a Mediobanca riporta al centro del dibattito la fragilità e la complessità della finanza italiana. I prossimi mesi saranno decisivi. La magistratura dovrà chiarire se l’operazione è stata legittima oppure frutto di un coordinamento occulto. E a noi non resta che attendere gli sviluppi.