MPS, con Draghi percorso più semplice per la vendita

di Valentina Cervelli Commenta

MPS è senza dubbio una delle banche più osservate in modo speciale nelle ultime settimane da parte di investitori e non. La necessità di una fusione per poter rispondere alle richieste dell’Unione Europea al fine di sbloccare la posizione del governo all’interno del suo consiglio di amministrazione si sta facendo pressante e si pensa che l’arrivo di Mario Draghi al governo possa facilitare l’iter da seguire.

MPS più appetibile grazie a Draghi

Ciò che è stato possibile osservare in questi giorni in effetti convaliderebbe queste ipotesi: soprattutto per via del fatto che non solo la banca ha potuto dar vita a un vero e proprio rally in borsa, ma che in generale il sentimento europeo sia di appoggio alle politiche che il neo premier con riserva potrebbe attuare.

Sono molti i rumor che si avvicendano tra gli esperti del settore e alcuni di essi sono davvero gustosi: basta pensare che ieri nella sua nota Equita ha riportato le indiscrezioni de Il Messaggero che parlano addirittura di un interesse del Fondo Apollo per ciò che concerne l’acquisizione di Monte Paschi di Siena. Mario Draghi viene considerato una figura primaria in quello che è definito il salvataggio dell’Italia e tra gli asset che farebbero parte di questo percorso vi è anche questa banca, che prima dell’arrivo dell’ex governatore della BCE considerata poco appetibile e ora viene percepita come desiderabile da molti.

Cosa dicono le indiscrezioni

Le indiscrezioni de Il Messaggero entrano nello specifico, raccontando di un interesse sensibile del Fondo Apollo nei confronti dei conti dell’istituto Senese. Si può leggere infatti:

Il fondo Apollo avrebbe espresso il proprio interesse al Cda di Mps a esaminare i conti della banca, mentre ci sarebbero altri tre fondi (Blackstone, Lonestar, Hellman & Friendman) intenzionati ad avere accesso alla data room. A questi dovrebbero aggiungersi secondo il quotidiano sia UniCredit, a partire da metà aprile dopo la nomina del nuovo CEO Orcel.

Fino a questo momento, nonostante l’apertura della data room con la quale il Ministero delle Finanze aveva messo ufficialmente in vendita la sua partecipazione a MPS, nessuno si era fatto vivo: è stata solo la nomina di Andrea Orcel alla guida di Unicredit a far partire qualche ipotesi in più di fusione. Al momento, ovviamente, non c’è ancora nulla di certo: le indiscrezioni del quotidiamo devono essere prese per quelle che sono, ovvero delle voci non ancora confermate. C’è chi addirittura ha ipotizzato un matrimonio a tre tra Unicredit, MPS e banco BPM. La verità? L’arrivo di Mario Draghi alla guida del Governo Italiano potrebbe davvero portare cambiamenti importanti anche da questo punto di vista, grazie alla reputazione che il manager ha sia in Italia che in Europa.