Occupy my wallet: ci si indigna anche trasferendo i risparmi

di Simone Ricci 2

Le opzioni per mostrare il proprio risentimento nei confronti di Wall Street sono davvero moltissime e ora stanno coinvolgendo persino le linee di credito messe a disposizione dalle principali banche americane: gli attivisti in questione consigliano dai siti web di trasferire i risparmi in questione dai conti correnti alle cosiddette Credit Union (come avvenuto appunto in questi ultimi giorni con il Bank Transfer Day promosso dalla ventisettenne Kristen Christian), ma vi sono anche altre delle alternative molto interessanti. Ad esempio, si parla diffusamente di investimenti che andrebbero a costituire una vera e propria rivolta, come i fondi a basso costo e quelli mutualistici.

Tra l’altro, il fenomeno è più che particolare, dato che alcuni dei fondatori dei gruppi finanziari che propongono tali strumenti non sostengono necessariamente le proteste; una di queste figure è John Bogle, fondatore del Vanguard Group, il quale è convinto che l’astio nei confronti del New York Stock Exchange e della finanza in generale possa essere espresso anche con questo boicottaggio, vale a dire evitando le società più speculative degli Stati Uniti e puntando su altri titoli: in effetti, meno investitori vengono ad essere coinvolti in questa maniera nel mercato e ci sono molti meno pagamenti da destinare ai manager delle società. Un esempio di rilievo è offerto, in particolare, da uno dei prodotti di Vanguard, il Total Stock Market Index Fund, il quale beneficia di una spesa complessiva di 0,07 punti percentuali (l’investimento minimo è comunque pari a diecimila dollari): secondo i dati forniti da Morningstar, la percentuale media degli altri fondi supera invece il punto percentuale.

Questo vuol dire che se l’investitore destina diecimila dollari al fondo in questione, sono soltanto sette quelli che ogni anno devono essere spesi per il manager, mentre gli altri fondi richiedono più di cento dollari. Insomma, un’altra maniera di far sentire il dissenso nei confronti della finanza, molto meno immediato rispetto a Occupy Wall Street ma anche più raffinato nel funzionamento.

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