Sea Watch 3: è scontro politico con l’Europa. Rischio ritorsioni per l’Italia?

di Daniele Pace Commenta

Continua a far discutere l’attracco della Sea Watch e l’arresto del capitano tedesco Carola Rackete, che ha forzato il blocco navale italiano in violazione delle norme di sicurezza e della sentenza emanata dall’Europa. Ma è proprio dall’Europa che arriva l’attacco politico contro il ministro Salvini, favorevole all’arresto della capitana.

C’è chi immagina anche un rischio di ritorsioni per l’Italia, con l’Europa che deve decidere sulla procedura di infrazione per deficit eccessivo. La Germania ha certamente un peso importante nelle decisioni, al pari dell’Olanda.

Il presidente tedesco

Ha parlato anche il presidente tedesco, dopo le proteste olandesi. I due paesi sono direttamente coinvolti nella vicenda, visto che la Ong proprietaria dell’imbarcazione è tedesca, mentre la nave batte bandiera olandese.

Il presidente tedesco ha risposto a Salvini, che aveva dichiarato in un Tweet:

“La comandante fuorilegge ha giustificato il folle attracco che ha messo a rischio la vita degli agenti della Guardia di Finanza dicendo che c’era uno ‘stato di necessità’. Ma se nessuno dei 42 immigrati a bordo aveva problemi di salute, di quale necessità stava parlando?”

La replica del presidente tedesco Steinmaier è affidata alla Zdf:

“Può darsi che ci sia una legislazione italiana su quando una nave può entrare in porto e quando no, e può anche essere che ci siano reati amministrativi o reati penali. Tuttavia l’Italia non è uno Stato qualsiasi, è al centro dell’Ue, è uno Stato fondatore dell’Ue. Ed è per questo che ci aspettiamo che affronti un caso del genere in modo diverso. Coloro che salvano vite umane non possono essere criminali”.