Fintech in Italia, robo advisor sì ma a rilento

di Valentina Cervelli Commenta

La situazione Fintech in Italia rispecchia quella della crescita del paese: l’interesse ( e l’uso) dei robo advisor c’è ma va a rilento. A aprire uno squarcio su questo aspetto del mercato economico italiano ci pensa la Consob.

E lo fa attraverso un’indagine condotta all’interno del progetto “Fintech: digitalizzazione dei processi d’intermediazione finanziaria” la quale ha potuto contare sul supporto di alcuni dei maggiori atenei italiani.

Robo Advisor nuovo strumento Fintech in Italia

Per comprendere l’importanza di questi strumenti nel settore Fintech in Italia è necessario conoscerli più da vicino. Sotto il nome di robo advisor sono riconosciute quelle realtà che offrono consulenza automatizzata (per l’appunto il robo advice o suggerimento automatico, N.d.R.) in campo finanziario: si tratta di uno strumento che identifica l’offerta di servizi di investimento tramite la rete ed i dati a disposizione senza che si renda necessario lo scambio di informazioni con un consulente umano.

Robo advisor ibrido tipico dell’offerta Fintech in Italia

La formulazione italiana di questo servizio differisce leggermente rispetto a quella internazionale: nel nostro paese il robo advisor è ibrido: per quanto la consulenza sia automatizzata, spiega la Consob, alla fine nel campo B2C (ovvero quello rivolto al consumatore privato, N.d.R.)  l’unico modello diffuso è quello che mette insieme robot e risorsa umana. Questo significa che alla consultazione si può ottenere l’affiancamento di un consulente professionale “fisico” che spesso e volentieri rappresenta, a livello statistico, il fattore decisivo per il successo della transazione.

Scarsa accoglienza e influenza sul settore Fintech in Italia

In Italia i robo advisor, per quanto presenti non sono tanto diffusi quanto in altri paesi europei ed il motivo non è poi scontato. Sono essenzialmente due le ragioni alla base di una non eccessiva espansione di questo strumento finanziario: la scarsa fiducia che ancora vi è in merito al suo funzionamento ed il fatto che per loro stessa formulazione sembrano attirare una specifica fascia di clientela, di età compresa tra i 40 ed i 60 anni e di fascia reddituale medio alta: il cliente retail “vecchio stampo”, già avvezzo ad investimenti di diversa tipologia che vede in questo approccio al mercato finanziario un modo per guadagnare tempo ed avere importanti possibilità di guadagno.

Fattori che non vengono reputati sufficientemente adeguati dalla maggior parte dei Millenial che non trovano in loro, ancora, ciò che stanno cercando per un trading serio e sicuro.

Prezzo e accessibilità base del successo in ambito Fintech in Italia

Sebbene il mercato dei robo advisor cresca a rilento in Italia è palese che la fortuna di tale strumento è spesso dettata dal rapporto qualità-prezzo e dall’accessibilità del servizio. Come? Per prima cosa lo stesso è accessibile, proprio per la sua automatizzazione 24 ore su 24 e le commissioni, nella maggior parte delle operazioni di trading sono comprese tra lo 0,3% e lo 0,7% annuo.