Banche italiane hanno 113 miliardi di euro di crediti deteriorati

A fine settembre 2012 nei libri contabili delle sei principali banche italiane figuravano crediti deteriorati pari a 113 miliardi di euro, ovvero l’8,66% del totale dei crediti verso la propria clientela. Rispetto alla fine del 2011 c’è stato un peggioramento del 22%, visto che all’inizio del nuovo anno i big del credito italiani partivano con crediti deteriorati in bilancio per 93 miliardi di euro. Per quanto riguarda, invece, le sofferenze, siamo sempre nell’ordine del 40% dei crediti deteriorati.

L’indagine è stata svolta dagli esperti di MF-Milano Finanza, condotta dopo aver analizzato le trimestrali di Intesa SanPaolo, Unicredit, Banca Mps, Ubi Banca, Banco Popolare e Bca Pop Milano. Il prossimo 19 novembre ci sarà un importante incontro tra i vertici di Bankitalia e le grandi banche italiane. Il focus sarà senza dubbio sul peggioramento della qualità dei crediti presenti nei portfolios degli istituti di credito. All’incontro convocato dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, saranno presenti anche i vertici di Mediobanca (l’unica vera merchant bank italiana) e dell’Abi.

Tre giorni fa, nell’ultimo rapporto di Bankitalia sulla stabilità finanziaria, era emerso che la qualità del credito era in peggioramento a causa della recessione e che il flusso delle nuove sofferenze in rapporto ai prestiti è tornato sui livelli del 2009. Il trend dovrebbe proseguire almeno fino alla metà del 2013, a causa del peggioramento della congiuntura economica. Come già ampiamente previsto, la peggiore qualità dei crediti si trova nei bilanci di Banco Popolare di Banca Mps. Quest’ultima ha il 12% di attività deteriorate (in crescita dal 9,2%), ma con sofferenze al 5% sul totale dei crediti netti (la media dei sei gruppi bancari esaminati è del 3,54%).

Nell’ultimo trimestre le sofferenze sono cresciute del 6% a 46 miliardi di euro. A sorpresa il deterioramento più vistoso è arrivato da Intesa SanPaolo, con le sofferenze nette aumentate dell’11% da luglio a settembre. Per Unicredit, invece, c’è stato un aumento delle sofferenze nette del 3%, il più basso di tutte, ma la banca di Piazza Cordusio ha iniziato il processo di ristrutturazione del portfolio crediti prima delle altre big del settore.

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