BCE e quantitative easing in caso di necessità

di Redazione 1

Bini Smaghi nonostante non si dica favorevole né agli eurobond né al concetto di Bce come prestatore di ultima istanza, si dice favorevole all’ipotesi di quantitative easing, il termine inglese che indica un “alleggerimento quantitativo”, una delle modalità con cui avviene la creazione di moneta da parte della BCE attraverso operazioni di mercato aperto, nel sistema finanziario ed economico. Il membro del comitato esecutivo della Bce lascerà la carica tra qualche giorno e assumerà la posizione di docente nel Centro di Affari internazionali dell’Università di Harvard a gennaio 2012. L’anno prossimo assumerà anche la carica di presidente della utility italiana Snam Trasporto.

Non capisco queste discussioni quasi religiose sul quantitative easing – ha detto Lorenzo Bini Smaghi ai giornalisti del Financial Times – Si tratta di (una misura appropriata) se le condizioni economiche la giustificano, in particolare in quei casi in cui un paese fa fronte a una trappola della liquidità che rischia di tradursi in deflazione. Le banche centrali hanno un chiaro mandato da rispettare, volto ad assicurare la stabilità dei prezzi, e sono dotate dell’indipendenza per raggiungere tale obiettivo, utilizzando strumenti che considerano più appropriati. Ma se le condizioni dovessero cambiare e emergesse un ulteriore bisogno per un aumento di liquidità, non vedrei alcuna ragione per un mancato utilizzo di tale strumento (Qe, dunque politica monetaria espansiva).

Alla luce di queste dichiarazioni, il quotidiano finanziario coglie un forte segnale sulle prossime mosse della Bce: l’istituzione potrebbe espandere ancora gli strumenti a sua disposizione per allontanare la possibilita’ di un crollo economico.

Naturalmente, la Banca centrale europea ha un ruolo determinante da giocare – ha detto anche il presidente Nicolas Sarkozy -. Ci sono dibattiti su ciò che le consentono i suoi statuti. Non voglio entrare in questi dibattiti. La Bce è indipendente. Lo resterà. Sono convinto che di fronte al rischio deflazionistico che minaccia l’Europa la Banca centrale agirà.

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