Agenzie di rating rivedono giudizio Italia

di Francesco Giocondo Commenta

Cambio di rotta netto per Moody’s; l’agenzia di rating torna all’attacco e lo fa’ colpendo l’Europa li dove è più debole, cambiando nettamente posizione rispetto a pochi giorni fa’. Dopo la notizia che Moody’s, Fitch e Standard & Poor’s cominciavano a guardare con ottimismo il Vecchio Continente i mercati hanno immediatamente cambiato direzione, ed anche se il rialzo non è stato come ci si aspettava l’impostazione generale è diventata rialzista sotto ogni punto di vista. 

Dopo aver visto i presupposti per una ripresa economica ed aver fantasticato sul rilancio dei consumi e dell’imprenditoria oltre che del settore immobiliare arriva l’ennesima mazzata e l’Europa torna a “volare basso”; le preoccupazioni delle agenzie di rating sono ora orientate sul settore bancario, che avrebbe accumulato potenziali perdite sui crediti. Nel rapporto che conferma la posizione di Moody’s emerge come nel primo semestre le perdite sui crediti degli istituti italiani siano passate dal 19% al 49% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tra gli istituti presi di mira vengono nominati MPS, Ubi Banca e la Banca Popolare di Milano, anche se si fa’ riferimento anche ai due principali gruppi italiani (Intesa SanPaolo e Unicredit) anche se in minor misura.

Questa è la prova del deterioramento della qualità degli attivi delle banche in Italia, già tornata in recessione, che influisce negativamente sulla loro già bassa redditività. Inoltre, la riduzione della leva finanziaria delle banche che ora impegna le banche, dovrà continuare a lungo, anche per i problemi di finanziamento di queste, mettendo ulteriormente sotto pressione l’economia

Le preoccupazioni sembrano aumentare ma in realtà lo spread resta stabile; nonostante si sta provando a riaccendere il rischio “Euro”, i mercati sanno che i problemi si stanno piano piano risolvendo ed i veri problemi sono altrove, in posti che usualmente non vengono neanche più citati; sulla situazione USA ad esempio non si è più detto nulla, nonostante la crisi che ha investito i mercati finanziari sia iniziata proprio nel Nuovo Continente.

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