Bernanke avverte l’Euro: crisi non è finita

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Altra seduta difficile sulle Borse Europee; il ribasso iniziato dal top del 19 Marzo ha subito un’accelerazione durante la giornata di ieri, che ha visto il FTSE-Mib tornare al di sotto di quota 17000 per poi chiudere la giornata in prossimità di 16700 punti, dopo un bottom a 16617.

Le tensioni sulle banche si riversano sulla giornata di oggi, che registra fin dalla prima ora una negatività prossima all’1.50%. Il settore bancario cede in totale l’1.65% al momento e tra le blue-chips troviamo Mediobanca in fondo al listino con una perdita del 2.48% seguita da Banco Popolare (-2.24%) e Banca Popolare dell’Emilia Romagna (-1.73%). Meglio Intesa SanPaolo ed Unicredit, che al momento oscillano intorno ad una perdita di 1.70%.

Ricordiamo che nella giornata di oggi si chiudono le sottoscrizioni per il BTP Italia che nei primi giorni hanno sfiorato i 6 miliardi a fronte di un’emissione massima di soli 2 miliardi di euro. Nonostante questo dato estremamente incoraggiante lo spread sul decennale si allarga nuovamente e sale sopra a quota 300 sfiorando per poco tempo i 315 punti di differenziale.

Mentre l’Europa vacilla ancora sul limite della crisi, gli USA sembrano “reggere” meglio la tensione, grazie anche al discorso di Bernanke; la discesa degli ultimi giorni non ritraccia neanche il 50% dello swing precedente sul Dow Jones e con l’a giornata di ieri si confermano le differenze tra i due continenti.

Le parole di Bernanke da un lato hanno sostenuto la prima potenza economica mondiale ricordando come le mosse di Washington hanno aiutato l’economia, mentre in secondo luogo hanno invece riacceso il dibattito sull’Euro.

Le possibilità di tenuta dei Paesi con i debiti a rischio sono ancora basse secondo il numero uno della FED, che incita l’UE ad intervenire nuovamente sul sistema bancario, garantendo comunque il suo appoggio in caso di necessità (anche se si escludono interventi diretti sui titoli del debito Europeo).

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