Spagna e Unione Europea insieme per la ripresa

di Francesco Giocondo Commenta

In chiusura di un’ottava negativa le aspettative di ripresa economica slittano pericolosamente oltre il 2013 rilanciando il pericolo di Paesi come la Spagna e l’Italia, sempre più alle strette.

Le misure richieste alla Spagna nello specifico sembra che siano l’oggetto di una discussione a porte chiuse tra Madrid e l’Unione Europea; i risultati del meeting saranno noti solo la prossima settimana ma quel che è emerso da una prima “fuga di notizie” è che le azioni della Spagna saranno strutturali.

Questo vuol dire sostanzialmente che il Paese eviterà di mettere mano al portafoglio dei cittadini e delle imprese del Paese per favorire la crescita e la ripresa ed agirà direttamente sugli incentivi per far si che le stime di una ripresa entro il 2013 siano possibili.

Non si esclude comunque che la Spagna chiederà aiuti alla BCE; la Banca Centrale ha assicurato ancora una volta la sua disponibilità per acquisti illimitati di bond a sostegno dei Paesi dell’Eurozona, ma per evitare di arrivare a questa misura di salvataggio estrema è quasi certo che la Spagna dovrà chiedere nuovi aiuti monetari come stimolo per l’economia interna, in cui i settori principali continuano ad avere problemi.

Il rilancio dell’immobiliare basterebbe a smuovere la situazione ma ancora non si parla per certo delle azioni che verranno intraprese da Madrid; tutte le ipotesi verranno confermate o smentite la prossima settimana ed intanto i mercati Europei tentano il rimbalzo.

Più che di rimbalzo però si parla al momento di un “colpo di reni” delle Piazze del Vecchio Continente che trova le sue ragioni nel forte ribasso dei giorni precedenti. Prima del close di due giorni per la pausa settimanale gli investitori potrebbero voler liquidare le loro posizioni per rientrare lunedì prossimo al ribasso evitando le sorprese dei prossimi due giorni. Nessun miracolo quindi a Piazza Affari, che al momento guadagna l’1,39% pur mantenendo un impostazione negativa di fondo.

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