Indici in forte ribasso in Europa e Italia, timore recessione

di Laura 4

Indici in forte ribasso a Piazza Affari e in Europa, tra le peggiori performance di questa settimana Francoforte, arrivata a perdere il 4%. Il FTSEMib registra una flessione del 3,48%, mentre il FTSE Italia All Share è in diminuzione del 3,3%. In ribasso anche il FTSE Italia Mid Cap che registra una riduzione del 3,01%) e il FTSE Italia Star (-2,28%). Le vendita diventano pesanti su Fiat (-7,86% a 4,528 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso) e Fiat Industrial (-7,33% a 6,51 euro). Rosso anche per i bancari: Unicredit registra una flessione del 3,78% a 0,993 euro, mentre Intesa Sanpaolo perde il 5,92% a 1,24 euro. A differenza del precedente periodo di crisi e ribassi, Autogrill ha subito il colpo, ma l’andamento degli swing di lungo periodo risulta in fase di stabilizzazione.

Morgan Stanley e Goldman Sachs hanno ridotto le prospettive di crescita del Pil mondiale per l’esercizio in corso e la prima agenzia di rating menzionata ritiene che la Banca Centrale Europea tornerà a tagliare i tassi di interesse, sui timori di una nuova recessione che potrebbe colpire l’area euro. Gli analisti prevedono che la BCE riporterà il saggio di riferimento all’1%, che attualmente é stabile al 1,5%. Più importante la correzione delle previsioni sul Pil del 2012, a +3,8% da +4,5%. Nel 2011, secondo la banca d’affari, i dieci principali Paesi al mondo vedranno una crescita che raggiungerà appena l’1,5%, stima corretta dall’1,9%, Performance che poi dovrebbe, secondo le stime, tornare a crescere al 2,4% nel 2012.

Gli operatori perdono la fiducia ed esprimono preoccupazioni sulla crescita, lo rivela l’ultimo sondaggio dell’agenzia Fitch. La maggioranza degli intervistati si dice pessimista sulle prospettive di crescita in Europa e Stati Uniti, preferendo puntare sui paesi asiatici meglio conosciuti come mercati emergenti dove la crescita continua a essere elevata. Tra gli elementi del sondaggio spicca anche il timore per il settore del credito che non offre più le stesse garanzie di pochi anni fa. La maggioranza degli intervistati pensa che nei prossimi mesi le banche ridurranno i prestiti a imprese e famiglie.

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