Quando é la Cina a salvare l’euro

di Redazione 1

Sicuramente agli asiatici non conviene che il valore dell’euro scenda. Il Vecchio Continente é un cliente affezionatissimo dei prodotti Made in China, trovare qualosa che sia stata prodotta dagli italiani é divenuto difficile quasi come cercare un ago nel pagliaio e i Made in Taiwan, Brasile, Turchia, si sprecano in ogni dove. Soprattutto i Made in China: acquistare dalla PRC conviene, con l’altissimo valore dell’euro e al cambio con lo yuan, un frigorifero può costare meno di 80 euro, un chinafonino di ultima generazione meno di 60 euro. Magie del cambio: paradossalmente, per chi é alla ricerca di risparmio (non parliamo di qualità perchè sarebbe necessario un post a parte) conviene comprare dalla Cina, comprese le spese di spedizione, si paga molto meno che comprando in Italia.

Lo sanno bene gli accaniti ebayer, che affollano il popolare sito di ecommerce quotidianamente per farsi spedire l’oggetto dei propri desideri dai venditori cinesi online. Lo sanno bene molti imprenditori, che anni or sono hanno deciso di chiudere baracca e burattini qui in Italia e delocalizzare la propria attività, guarda caso, in Cina. E così abbiamo finalmente capito che ai cinesi, che l’euro scenda di valore, non conviene per niente. Anzi, hanno addirittura deciso di darci una mano: la PRC avrebbe fatto al vertice del G20 di Parigi un’offerta “segreta” per salvare l’euro in cambio di riforme nei bilanci e tagli al settore pubblico nei paesi europei.

L’indiscrezione non è ancora confermata la riporta nientedimeno che il “Times” nella sua edizione domenicale. Secondo delle indiscrezioni raccolte dal quotidiano britannico la delegazione cinese avrebbe indicato che il governo pechinese sarebbe disposto a darci decine di miliardi. In che forma? Sempre secondo le indiscrezioni, tale liquidità arriverebbe sotto forma di investimenti, altri dettagli non sono ancora noti. Nei prossimi giorni é probabile che ci siano conferme o smentite da parte delle autorità.

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