La recessione a livello mondiale è quasi certa secondo le previsioni dei gestori dei fondi

di Redazione 2

All’inizio di ottobre il pessimismo degli investitori è aumentato ulteriormente, portando i gestori fondi a prevedere una recessione a livello mondiale. E’ questo il risultato del sondaggio mensile di Merrill Lynch presso i fund manager, che indica come i gestori preferiscano il contante agli impieghi alternativi. L’indagine, effettuata prima delle ultime misure di salvataggio dei governi, mostra una decisa riluttanza degli investitori a detenere azioni, anche se sono considerate a buon mercato. Gary Baker — capo di Merrill della strategia sull’equity per Europa, Medio Oriente e Africa — ha sottolineato come il sondaggio sia il più pessimistico nei dieci anni di storia del report.

Non c’è discussione. E’ incredibilmente negativo.Tutti sono ribassisti sullo scenario macro

ha detto Baker. Il sondaggio mostra un deciso balzo negli intervistati che scommettono un peggioramento dell’economia: oltre tre quarti, o il 76%, si attende un peggioramento dell’economia globale nei prossimi dodici mesi, rispetto al 62% di Settembre. Il 43% si attende che l’economia “segni un netto indebolimento“, rispetto al 16% in settembre, e l’84% si attende una recessione a livello mondiale nei prossimi dodici mesi. A settembre la recessione era prevista solo dal 61% degli interpellati. Per quanto riguarda l‘asset allocation, i fund manager sono sbilanciati a favore dei bond e a sfavore dell’azionario come non mai dal 1998, data d’inizio dell’indagine. La quota di liquidità in rapporto agli altri impieghi è la maggiore dal 2003, quando gli investitori erano preoccupati dall’invasione Usa dell’Iraq. Come unico segnale di ottimismo, Baker nota, però, che la maggior parte dei gestori crede che le azioni siano sottovalutate. E ad avvalorare questa tesi sono arrivati i dati sui consumi in Usa, a dir poco preoccupanti. A settembre le vendite al dettagio Usa, infatti, hanno registrato il maggiore calo mensile in oltre tre anni mentre l’inflazione è scesa. Secondo i dati del dipartimento del Commercio le vendite al dettaglio sono scese il mese scorso dell’1,2% a un dato destagionalizzato di 375,5 miliardi di dollari. Si tratta del calo più ripido da agosto del 2005 e di gran lunga oltre le attese per una discesa dello 0,7% prevista dagli economisti in un sondaggio Reuters. Al netto della componente auto il dato registra un ribasso dello 0,6%, una percentuale doppia rispetto al -0,3% previsto dagli economisti. La continua debolezza del settore immobiliare residenziale ha impattato sulle vendite di mobili, in calo del 2,3%, il peggior andamento da febbraio del 2003.

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