Bankitalia, Visco: fare attenzione ai conti pubblici

di Valentina Cervelli Commenta

Fare attenzione ai conti pubblici: è questo il principale monito del Governatore di Bankitalia Ignazio Visco. Ogni idea volta a sistemare la situazione economica dei cittadini deve puntare a mantenere in ordine i conti pubblici per evitare conseguenze peggiori in futuro.

E’ il debito in particolare a dover essere mantenuto a livelli accettabili per evitare crisi economiche che abbatterebbero l’Italia in breve tempo. Non solo: vi è la necessità di proseguire con le riforme strutturali. In effetti sono molti gli avvertimenti del governatore della banca centrale italiana nei confronti del nuovo esecutivo dall’assemblea annuale delle Banche italiane a Roma.

Le politiche di sostegno alla domanda vanno dosate con cura, ponendo attenzione all’equilibrio dei conti pubblici e alla necessità di tenere sotto controllo la dinamica del rapporto fra debito e prodotto. [Sarebbe infatti] rischioso basarsi solo su di esse nel tentativo di uscire dalla trappola della bassa crescita. [Sono necessarie] prudenza e lungimiranza per evitare tensioni o possibili crisi e per non lasciare un debito più elevato”.

Secondo l’esperto in Italia le “riforme hanno perso slancio per i timori dei costi, spesso immediati, e i dubbi sui benefici che maturano gradualmente e con tempi relativamente lunghi“. Bisogna superare questo stato di cose, eliminando gli ostacoli all’attività di impresa e all’innovazione per riprendere anche gli investimenti pubblici da “selezionare con la massima efficienza“, unendo al tutto “un’equilibrata riforma fiscale, diretta ad accrescere l’occupazione e promuovere la crescita dell’economia“.

Ed aggiunge che  “mantenere condizioni ordinate sul mercato dei titoli di Stato è indispensabile per difendere la stabilità del sistema finanziario e tutelare efficacemente il risparmio degli italiani“: ovvero bisogna fare attenzione allo spread. Anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria, presente, ha sottolineato che è necessario rilanciare la crescita, ma senza maggiore aggravio per i conti pubblici ed evitando “qualunque inversione di tendenza nel saldo strutturale“.