Bankitalia: nuovo governatore Ignazio Visco Marcegaglia

di Redazione 2

Berlusconi ha indicato Ignazio Visco come Governatore della Banca d’Italia per assicurare la salvaguardia dell’autonomia dell’istituzione, soprattutto il Quirinale è soddisfatto della scelta perché secondo l’organo Visco rappresenta una scelta interna a palazzo Koch che garantisce l’indipendenza dalla politica. Nato a Napoli, si è laureato in economia e commercio alla Sapienza di Roma nel 1971 presso l’Universita’ degli Studi di Roma “La Sapienza”, con una  tesi sulla Verifica della tesi dell’incorporamento dell’aumento dei prezzi nel tasso d’interesse. Solo un anno dopo viene assunto in Banca d’Italia, che lo manda alla University of Pennsylvania per completare i suoi studi in materie economiche. Sempre negli USA ottiene un Master of Arts e un Ph.D. in Economia nel 1981.

Giunge alla poltrona di Bankitalia dopo aver ricoperto ruoli importanti in numerosi organismi nazionali e internazionali, dal 1997 al 2002 è stato Chief Economist e Direttore dell’Economics Department dell’OCSE. Visco e’ stato presidente del Comitato Relazioni Internazionali del Sistema Europeo delle Banche Centrali – SEBC dal 2009 al 2010, membro del Comitato dei Supplenti del G-7, del Comitato dei Supplenti del G-20. Il neo governatore di Bankitalia e’ autore di numerose pubblicazioni, tra le quali: Price Expectations in Rising Inflation, North Holland, 1984; Le aspettative nell’analisi economica, Il Mulino, 1985; Investire in conoscenza, Il Mulino, 2009.
E così  mentre i media internazionali celebrano la nomina di un italiano al vertice della più importante organizzazione finanziaria europea, l’uscente Mario Draghi si insedierà alla BCE il primo novembre e ieri a Francoforte si è celebrata la sua investitura.

La delicata vicenda della Banca d’Italia si e’ conclusa positivamente- ha affermato il senatore Pdl, Sandro Bondi -. Al netto dei condizionamenti, dei veti e delle pretese che si sono manifestate, il governo dimostra di saper trovare le soluzioni migliori. E cio’ lo si deve principalmente all’autorevolezza e alla capacita’ di mediazione esercitata dal presidente del Consiglio in una situazione estremamente complessa.

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