L’Italia si allontana dalla crisi

di Sandro Argenti Commenta

I dati del Global Consumer Confidence Survey.

Gli italiani sono sempre più fiduciosi, circa un allontanamento dalla crisi.  A confermarlo è l’indice della Global Consumer Confidence Survey della Nielsen, il quale è salito di undici punti durante il primo trimestre di quest’anno in confronto allo stesso periodo dell’anno precedente, attestandosi a 57.

L’Italia è più vicina a Spagna e Francia,  mentre Germania e Gran Bretagna mantengono ancora il primato in Europa (rispettivamente a 100 e 97). Il 93% della popolazione, d’altra parte, ritiene il Paese ancora in crisi (contro il 95% di un anno fa), anche se il 16% dichiara che se ne potrà uscire nei prossimi 12 mesi (contro il 12%). In sensibile crescita la preoccupazione connessa alla possibilità di attacchi terroristici nel nostro Paese (+8 punti rispetto al primo trimestre 2014), rilevata nel 9% degli intervistati.

“Ci troviamo di fronte a un dato in decisa controtendenza. Questo, infatti, passa da 45 punti rilevati nell’ultimo trimestre 2014 a 57 punti del primo 2015. Ricordiamo che nel trimestre precedente la tendenza era ancora in calo, -2 punti, “spiega l’amministratore delegato di Nielsen Italia Giovanni Fantasia, “le ragioni di questa inversione vanno ricercate, innanzitutto, nella realizzazione di alcune riforme strutturali messe in agenda dal governo in questi mesi”.

Mettendo a fuoco le preoccupazioni degli intervistati, il 28% del campione si dichiara ancora in apprensione per la stabilità occupazionale, con un dato invariato rispetto alle rilevazioni del primo trimestre 2014. Guerra e immigrazione rimangono preoccupazioni rispettivamente per il 4% e 5% della popolazione (rispettivamente all’1% e 2% lo scorso anno). Il 5% si dichiara preoccupato per la propria situazione debitoria, il 6% per la salute, il 9% per l’economia.

Se si prendono in considerazione gli atteggiamenti verso la spesa, si scopre che una volta eseguiti gli acquisti per i beni necessari, il 37% degli italiani si orienta a destinare risorse per il risparmio. Seguono quanti intendono comprare vestiti o concedersi una vacanza (entrambi al 27%), mentre il 22% dichiara l’intenzione di volere spendere per il divertimento fuori casa. Si attesta al 25% la quota della popolazione che rimane senza soldi alla fine del mese.

Sul lato dell’orientamento al risparmio, nell’indagine di Nielsen si rilevano alcuni segnali di un attenuamento dell’intenzione di tagliare le spese rispetto ai dati dello scorso anno, benché il 72% prosegua a monitorare le uscite finanziarie e la voce risparmio.