La prima auto elettrica Apple è a rischio?

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L’auto elettrica che vuole contendere lo scettro delle macchine elettriche a Tesla ha ricevuto però due primi, pesantissimi “nein”. Quelli dei cda di Daimler e Bmw.

Si fa sempre più spinosa la questione della prima automobile firmata Apple. Durante i giorni scorsi, dopo mesi di indiscrezioni americane sull’intenzione di Tim Cook di entrare anche nel complesso e iper competitivo mercato automobilistico, è uscita la notizia di un laboratorio segreto a Berlino dove una ventina delle migliori teste dell’industria tedesca starebbero disegnando la iCar.

L’auto elettrica che vuole contendere lo scettro delle macchine elettriche a Tesla ha ricevuto però due primi, pesantissimi “nein”. Quelli dei vertici di Daimler e Bmw.

Racconta l’Handelsblatt che Harald Krueger, numero uno di Bmw, e Dieter Zetsche avrebbero interrotto le trattative con Apple per la costruzione dell’iCar, per due motivi fondamentali. Il primo motivo di disguido sarebbe stato sulla guida del progetto. Il secondo, almeno secondo le fonti interpellate dal quotidiano finanziario tedesco, la questione della privacy.

Apple avrebbe intenzione di costruire un’automobile con telecamere e sensori, estremamente interconnessa, anzitutto attraverso iCloud. I vertici dei colossi automobilistici tedeschi sono invece convinti che una chiave del successo dei loro marchi stia anche nella promessa al cliente di una protezione seria dei dati personali. Uno dei motivi, ad esempio, che ha spinto le due aziende tedesche a comprare nei mesi scorsi le mappe di Nokia Here. L’altro è che Audi, Mercedes e Daimler puntano proprio a insidiare il monopolio di Apple e Google sui sistemi informativi per la messa in rete delle automobili, in una fase di rapidissima digitalizzazione del settore.

Sempre secondo rumors, Apple avrebbe già trovato un’opzione valida, per costruire la sua macchinina elettrica. Starebbe trattando con l’austriaca Magna, che alla fine di quest’anno dovrà cedere la produzione della Bmw Mini agli stabilimenti britannici. Liberando capacità produttiva per centinaia di migliaia di macchine.