Bilanci gennaio, Bankitalia comunica le voci principali

di Sandro Argenti Commenta

Il bollettino di Via Nazionale illustra la situazione su raccolta, prestiti, sofferenze e tassi di interesse.

Come è iniziato il 2015 per i gruppi di credito italiano? Bankitalia ha reso note le principali voci di bilancio, facendo una riflessione sull’apporto fornito fino a questo momento dalla Bce in termini di aste e Quantitative Easing:


Raccolta

Durante il mese di gennaio il tasso di crescita sui dodici mesi dei depositi del comparto privato è stato pari al 5,0 per cento (4,0 per cento a dicembre). La raccolta obbligazionaria, includendo le obbligazioni detenute dal sistema bancario, è diminuita del 17,7 per cento su base annua (-17,3 per cento nel mese precedente).

Prestiti

I prestiti al settore privato, corretti per tenere in considerazione le cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, hanno registrato una contrazione su base annua dell’1,8 per cento (-1,6 per cento a dicembre). I prestiti alle famiglie sono calati dello 0,5 per cento sui dodici mesi, come nel mese precedente; quelli alle società non finanziarie sono diminuiti, sempre su base annua, del 2,8 per cento (-2,3 per cento a dicembre).

Sofferenze

Il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze  –  senza correzione per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuità statistiche  –  è apparso pari al 15,4 per cento, in linea col 15,2 per cento registrato a dicembre.

Tassi di interesse

I tassi d’interesse, comprensivi delle spese accessorie, sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni sono stati pari al 3,06 per cento (3,08 nel mese precedente); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,71 per cento (8,10 per cento a dicembre). I tassi d’interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono apparsi pari al 3,32 per cento (3,31 per cento nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all’1,93 per cento (2,15 per cento a dicembre).