Enel ha firmato accordi per circa un miliardo di dollari in materia di rinnovabili. Si tratta senza dubbio di un passo importante inerente alla sua strategia di espansione nel settore.

Enel punta sulle rinnovabili oltreoceano
Il fine di questi investimenti riguarda l’acquisizione di un vasto portafoglio di impianti eolici e solari negli Stati Uniti. L’operazione, annunciata ufficialmente il 21 febbraio di questo mese, rappresenta una delle più significative mosse del colosso italiano nel mercato nordamericano delle energie pulite. E conferma il ruolo chiave delle rinnovabili nel futuro dell’azienda e nelle dinamiche globali della transizione energetica.
Il cuore dell’accordo riguarda l’acquisto di un insieme di impianti con una capacità installata totale di 830 megawatt (MW). Parliamo di strutture già operative che producono energia elettrica da fonti eolica e solare, con una produzione media annua attesa di circa 2,1 terawattora (TWh). Questa quantità di energia è in grado di contribuire in modo rilevante all’offerta di elettricità pulita negli Stati Uniti, rafforzando la presenza di Enel nel mercato delle rinnovabili oltreoceano. Dove il gruppo conta già su attività diffuse e consolidate.
L’intesa è stata siglata attraverso le controllate statunitensi Enel Green Power North America Inc. e EGPNA Project Holdco 2 LLC, che hanno raggiunto l’accordo con il fondo Excelsior Energy Capital. Il valore previsto di circa un miliardo di dollari, soggetto alle normali condizioni di aggiustamento tipiche delle transazioni di questo tipo, sarà coperto con i flussi di cassa generati dalla gestione corrente del gruppo. Un fatto che sottolinea la solidità finanziaria dell’azienda e la sua capacità di sostenere investimenti di grande scala senza ricorrere a indebitamenti eccessivi.
Impianti già esistenti e consolidati

Tecnicamente parlando, uno degli aspetti più rilevanti di questa operazione è la natura “brownfield” degli impianti acquisiti. Ovvero parliamo di infrastrutture già in funzione, non di progetti da sviluppare da zero. Questo riduce i rischi legati alla costruzione e all’ottenimento di autorizzazioni, favorendo una prevedibilità maggiore nei risultati industriali e finanziari.
Secondo le stime messe in rilievo dal gruppo, una volta completata l’acquisizione, che dovrebbe concretizzarsi nel terzo trimestre del 2026, essa genererà un effetto positivo significativo sui risultati economici consolidati. Traducibile con un contributo stimato all’EBITDA ordinario di circa 145 milioni di dollari l’anno.
Enel, in questo modo, consolida la propria posizione come uno dei principali operatori nel settore energetico pulito a livello globale. L’acquisto di questo portafoglio di impianti rappresenta non solo un investimento economico significativo, ma anche un chiaro segnale di come il gruppo continui a puntare con decisione sulle energie rinnovabili.
Sarebbe da auspicare l’avvio di simili investimenti anche in Italia, dove però l’impiantistica non è così ben accetta e avanzata come all’estero.