Moody’s, migliora il rating di MPS

di Valentina Cervelli Commenta

L’agenzia di rating Moody’s ha ritoccato quelli che sono i giudizi su Banca MPS, aumentando i rating standalone fino a B3 da CAA1, confermando i rating a lungo termine del debito senior unsecured e dei depositi  rispettivamente a “Caa1” e “B1” e migliorando l’outlook da “negativo” a “positivo”.

Miglioramento sensibile dei conti MPS

Anche il rating del debito subordinato è stato portato a “Caa1” da “Caa2”: in generale si tratta di un intervento favorevole che mostra come vi siano stati dei miglioramenti effettivi per ciò che riguarda l’attivo della banca,. Non bisogna dimenticare che MPS ha condiviso un loan ratio pro-forma di circa il 12,5% alla fine dello scorso anno, mostrando un decremento del 18% rispetto allo stesso periodo del 2018, dovuto alla cessione di 3,8 miliardi di sofferenze. Ha sottolineato Moody’s a tal proposito:

Il rapporto è ancora molto superiore alla media italiana di circa l’8% e alla media dell’Unione europea di circa il 3%, ma è migliorato e ciò significa che Mps ha battuto l’obiettivo del 12,9% del ratio npl concordato con la Commissione europea con due anni di anticipo. [Vi sono stati poi anche] i miglioramenti del profilo di funding di Mps, a seguito delle emissioni della banca nel mercato obbligazionario istituzionale nel 2019 di 1,25 miliardi di dollari di debito senior non garantito, 300 milioni di dollari di debito Tier 2 e 2 miliardi di dollari coperti di obbligazioni, ristabilendo un certo accesso ai finanziamenti all’ingrosso.

Cosa accadrà a MPS nel breve termine

Una situazione quella rilevata da Moody’s per ciò che concerne Monte Paschi di Siena che porta l’agenzia a prevedere che con molta probabilità l’istituto di Marco Morelli potrà essere in grado di rimborsare a breve termine le restanti obbligazioni senior garantite dal governo italiano per 3,2 miliardi di euro emesse nel 2017, riducendo al contempo i suoi prelievi legati alle Tltro della Bce: un fattore importante dato che i suddetti prestiti di MPS sono tra quelli più alti dell’Eurozona, essendo gli stessi pari a circa il 12% dell’intero patrimonio della Banca.

Sottolineando come MPS abbia fatto registrare lo scorso settembre un CET1 transitorio del 14,8% (12,6% fully loaded) e un Total Capital ratio transitorio del 16,7% (14,6% fully loaded) aggiuunge Moody’s:

Questi coefficienti sono al di sopra dei requisiti Srep della vigilanza per il 2020, ma la banca ha in realtà un margine di capitale limitato, data la necessità di ridurre ulteriormente i prestiti problematici e il suo accesso limitato a nuovi capitali.

Questo nonostante l’ampia liquidità che però in parte sarà utilizzata per rimborsare le obbligazioni garantite dallo Stato ed ridurre i finanziamenti europei. Buona parte dei risultati raggiunti è legata alla corporate governance solida sulla quale può contare grazie al fatto che il principale azionista risulta essere il Ministero delle Finanze. Questa condizione verrà a mancare entro il 2021: per tale motivo, concludono dall’agenzia di rating, è necessario che la banca riduca ancora i prestiti problematici ed aumenti ancora la propria redditività.