Rame: si preannuncia un’offerta piuttosto debole nel 2012

di Simone Ricci 1

L’offerta globale di rame continuerà a rimanere piuttosto bassa anche per tutto il corso del 2012: questo vuol dire che il trend attuale, improntato a un preoccupante ribasso, sarà caratterizzato da tre anni consecutivi di durata, visto che la domanda, soprattutto da parte della Cina, sta gonfiando notevolmente i prezzi. In effetti, le richieste dovrebbero essere superiori alle offerte di 495mila tonnellate complessive quest’anno, il deficit più consistente dal 2004 ad oggi, mentre soltanto 365 giorni fa questo stesso dato si era attestato a quota 214mila tonnellate. L’allarme in questione è stato lanciato da Pan Pacific Copper Company, il maggior produttore di rame di tutto il Giappone. Ora si attende un’ulteriore contrazione di 31mila tonnellate.

Come è noto, questo materiale viene utilizzato in larga misura per le tubature e i fili metallici e lo scorso anno è riuscito a guadagnare ben diciotto punti percentuali, con un record molto vicino alle 10.200 tonnellate a febbraio. Si è trattato, infatti, di un risultato maturato grazie alla ripresa economica internazionale e ovviamente i leader di questo settore, Bhp Billiton e Freeport-McMoRan Copper & Gold, ne hanno beneficiato. Tra l’altro, bisogna anche ricordare che il rame rappresenta la commodity preferita da Goldman Sachs, la quale la considera addirittura “superba”. Il deficit di mercato calerà di colpo, ma queste stime così basse ci saranno ancora per diverso tempo: nel dettaglio, l’output globale potrebbe aumentare dell’1,7% con 19,5 milioni di tonnellate totali in questo 2011, mentre il prossimo anno dovrebbe essere contraddistinto da un incremento del 6,2% e da 20,7 milioni di tonnellate.

Inoltre, c’è da considerare il fatto che la domanda da parte di Pechino, maggior consumatore in assoluto, crescerà di quasi cinque punti percentuali, accentuando ulteriormente tale ritmo nei prossimi mesi. In Giappone, invece, la produzione è destinata a calare in maniera considerevole, ben tredici punti in meno rispetto a un anno fa (1,35 milioni di tonnellate).

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