La cedola bassa di Intesa è un investimento per il futuro

di Redazione Commenta

Anche gli azionisti si sono dovuti arrendere al fatto che l’ultima cedola messa a disposizione da Intesa Sanpaolo non è delle più esaltanti (cinque centesimi di euro per la precisione), ma lo stesso istituto di credito ha voluto spiegare il significato e le conseguenze di una scelta simile: secondo quanto affermato, infatti, da Andrea Beltratti, il quale altro non è che il presidente del Consiglio di Gestione, l’importo in questione, il quale sarà distribuito nel corso di quest’anno e facendo riferimento all’esercizio del 2011, è un investimento che non renderà nell’immediato per quel che concerne la crescita e i dividendi stessi, ma soltanto in futuro. Lo stesso Beltratti, poi, ha aggiunto come tutto il resto sarà invece investito nuovamente in azienda con un obiettivo sempre in primo piano, vale a dire quello della crescita.

DIVIDENDO INTESA SANPAOLO DI CINQUE CENTESIMI DI EURO
Quindi, questo vuol dire che Intesa Sanpaolo ha voluto letteralmente spostare in termini temporali i flussi in questione, pensando maggiormente al domani piuttosto che ai giorni attuali. Può bastare tutto questo per rimanere tranquilli e nutrire delle speranze positive per i prossimi mesi a venire? Come è ormai noto, la banca torinese è stata in grado di chiudere il proprio 2011 con una perdita piuttosto pesante, la conseguenza più evidente della continua rettifica degli avviamenti; nonostante questa situazione difficile, però, si è anche deciso di distribuire un dividendo, cercando di premiare appunto gli azionisti e proponendo un valore di cinque centesimi per ogni singolo titolo azionario, una operazione resa possibile dal ricorso alle riserve.

PREVISIONI SU INTESA SANPAOLO MARZO 2012

Si può pensare anche a qualche investimento in questo senso? Il presidente del Consiglio di Gestione ha messo in luce come le multiutiliy siano il target più idoneo, con la piena disponibilità a entrare in qualsiasi trattativa proficua e utile per la società (un esempio molto realistico può essere quello del settore energetico).

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