Standard & Poor’s considera l’Italia un rischio per l’Euro

di Francesco Giocondo Commenta

Dure le parole di Moritz Kraemer in una giornata tinta di rosso per le borse Europee; l’analista dell’agenzia di rating Standard & Poor’s non si risparmia e non ha dubbi sulla posizione dell’Italia nell’Eurozona. Il Bel Paese “resta nell’occhio della tempesta” fa’ sapere il responsabile dell debito sovrano di S&P, cambiando ancora una volta l’opinione generale sulla zona euro.

Se in Europa si cominciava a pensare alla ripresa dopo il successo dello swap di Atene e l’approvazione degli aiuti alla Grecia, le agenzie di rating rimescolano le carte parlando dell’Italia come il maggior rischio per l’Eurozona (così come prima lo era, appunto, la Grecia). Gli analisti si esprimono duramente anche verso la BCE stessa:

L’unica cosa che la Bce ha fatto e’ stata quella di guadagnare tempo. Ora e’ importante quello che si fa una volta che si e’ guadagnato tempo

Secondo Kraemer inoltre, una discesa dei rendimenti sui titoli di Stato veloce come quella registrata sui titoli del debito emessi dal MEF potrebbe allontanare il Governo dalla reale situazione rallentando le riforme necessarie per il proseguo della ripresa.

STANDARD & POOR’S: 24 BANCHE ITALIANE DECLASSATE

La crisi non è quindi finita e la ripresa potrebbe non essere ancora iniziata secondo S&P che si riserva il diritto di cambiare ancora giudizio sull’Euro; vista la debole coesione tra gli Stati membri ed ancora l’assenza del “firewall” previsto per evitare una “nuova Grecia” è possibile che effettivamente le cose non vadano poi bene come sembrava per il Vecchio Continente, ma arrivare a parlare ancora di fase di crisi è prematuro, anche se il rischio che Governi si fermino dopo i primi successi resta altissimo.

Il vero problema però forse è un altro; la fiducia verso il giudizio (ritenuto autoritario per troppo tempo) delle agenzie di rating non ha avuto il ridimensionamento sperato ed ancora una volta sembra che le parole di esterni abbiano troppa influenza.

RATING ITALIA TAGLIATO A BBB+ DA S&P

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