Russia, il downgrade di S&P

La scure dell’agenzia di rating Standard & Poor’s si abbatte, come era prevedibile, sulla Russia e sul rublo. Su un Paese che continua ad essere in crisi, per il quale si prevede un 2015 cupo.

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Italia rating di S&P può tornare ad A nel 2013

Dopo aver effettuato diverse sforbiciate sul rating sovrano dei paesi dell’area euro tra il 2010 e il 2012, l’agenzia di rating internazionale Standard & Poor’s potrebbe rivedere i suoi giudizi e alzare la valutazione sul merito di credito di molti paesi bocciati nei mesi scorsi. Secondo quanto affermato da Moritz Kramer, capo dei rating europei per S&P, se non si concretizzeranno rischi economici, politici e sociali, “il merito di credito sovrano della zona euro potrà tornare a crescere nel 2013”. Anche per l’Italia è in arrivo una promozione.

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Piazza Affari indecisa, tagliato rating MPS

Avvio di ottava nell’incertezza per Piazza Affari, che apre le contrattazioni in prossimità del close della scorsa settimana e neutralizza immediatamente il primo tentativo di rialzo. Il mercato prova fin dalle prime battute a confermare quota 14000 raggiunta durante il rally di venerdì scorso, ma la pressione dei venditori si fa’ già sentire sul book di negoziazione e trascina al ribasso l’indice FTSE-Mib che ora cede lo 0,7%.

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Standard & Poor’s prevede bassi dividendi per le banche italiane

Standard & Poor’s, la principale agenzia di rating a livello internazionale, ne è sicura, per il settore bancario del nostro paese non ci sono buone notizie su cui fare affidamento: la società americana ha infatti pubblicato un apposito rapporto in tal senso, con il titolo che già fa intendere cosa ci si debba aspettare, “Le forti svalutazioni delle banche supportano il nostro punto di vista, secondo cui la redditività rimarrà bassa”. Quali elementi sono in possesso per giungere a una constatazione così netta? Come è noto, le ultime vicende economiche italiane hanno visto come protagoniste le agenzie di rating, accusate di speculare sulla crisi nazionale e di declassare le valutazioni in maniera scriteriata.

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Standard & Poor’s considera l’Italia un rischio per l’Euro

Dure le parole di Moritz Kraemer in una giornata tinta di rosso per le borse Europee; l’analista dell’agenzia di rating Standard & Poor’s non si risparmia e non ha dubbi sulla posizione dell’Italia nell’Eurozona. Il Bel Paese “resta nell’occhio della tempesta” fa’ sapere il responsabile dell debito sovrano di S&P, cambiando ancora una volta l’opinione generale sulla zona euro.

Se in Europa si cominciava a pensare alla ripresa dopo il successo dello swap di Atene e l’approvazione degli aiuti alla Grecia, le agenzie di rating rimescolano le carte parlando dell’Italia come il maggior rischio per l’Eurozona (così come prima lo era, appunto, la Grecia). Gli analisti si esprimono duramente anche verso la BCE stessa:

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Standard & Poor’s declassa 34 banche italiane

L’attività degli ultimi mesi di Standard & Poor’s è stata davvero indefessa e non è ancora terminata: ne è una chiara testimonianza l’ultimo maxi-declassamento che l’agenzia americana di rating ha riservato a ben trentaquattro banche del nostro paese. Un elenco davvero infinito, non c’è che dire, con i nomi colpiti che sono quanto di meglio il credito italiano può offrire, come ad esempio Mediobanca, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Popolare e Bnl. Da cosa deriva questo nuovo taglio delle valutazioni?

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Enel mantiene inalterato il proprio rating

Nella lista dei condannati del rating c’è un’assenza illustre: la scure di Standard & Poor’s non è infatti stata affilata a dovere nel caso dell’Enel, il cui rating di lungo termine è stato mantenuto invariato, vale a dire A-, l’ultimo gradino dell’affidabilità “buona” del rating. L’azienda energetica si trova comunque ancora in CreditWatch per un possibile declassamento, ma per ora può vantare questa valutazione immacolata. Anche il giudizio relativo al breve termine della compagnia è rimasto quindi lo stesso, ovvero A-2.

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Declassamento di breve e lungo termine per Generali

Standard & Poor’s sta lavorando indefessamente per tagliare e declassare tutti i rating italiani che trova sul proprio cammino: dopo aver scalzato il nostro paese dal club di “serie A”, l’agenzia americana si sta ora scagliando contro le principali compagnie dei più diversi settori. Un caso emblematico è quello di Assicurazioni Generali, la cui valutazione è scesa da AA- ad A+, con l’affidabilità del credito che non viene più considerata ottima, bensì discreta. Tra l’altro, lo stesso colosso triestino verrà monitorato costantemente, in quanto c’è la convinzione che vi possano essere delle implicazioni negative nel breve termine. Il downgrade a cui si sta facendo riferimento, inoltre, è stato deciso alla luce di alcune azioni avviate nel settore assicurativo del Vecchio Continente, una operazione complessiva dunque, ma certi nomi fanno più rumore di altri.

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Standard & Poor’s declassa il rating anche dell’Efsf

Standard & Poor’s non ha avuto pietà nemmeno per il cosiddetto “Fondo Salva Stati”, l’European Financial Stability Facility (meglio noto con la sigla Efsf): i downgrade di paesi importanti come Francia e Austria è stato soltanto il preambolo per questo nuovo declassamento, con il veicolo finanziario in questione che ha visto il suo rating scendere da AAA ad AA+, la seconda miglior valutazione da parte dell’agenzia americana. Le motivazioni sono presto dette, la stessa Standard & Poor’s aveva fatto sapere non più tardi di un mese fa che la perdita della tripla A da parte di uno dei garanti del meccanismo avrebbe comportato lo stesso destino anche per l’Efsf, e così è stato.

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Standard & Poor’s declassa dieci banche spagnole

Il turno della Spagna è ormai giunto: Standard & Poor’s ha riversato tutta la propria “rabbia” finanziaria nei confronti del credito iberico, provvedendo a declassare il rating di ben dieci banche nazionali: si tratta del risultato dell’applicazione dei nuovi criteri valutativi in questo senso e non è detto che l’agenzia americana possa ritoccare ulteriormente al ribasso questi giudizi nel giro di pochi giorni. Il comunicato è stato molto esplicito, gli istituti coinvolti devono ora far fronte a questa revisione negativa e rimangono ancora sotto osservazione con tutte le implicazioni negative del caso, visto che i rischi sono seri e concreti per il breve termine.

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Scure affilatissima per il rating di Hewlett Packard

Anche Palo Alto deve fare i conti con i declassamenti di rating: il declassamento non può che andare alla Hewlett Packard Company, multinazionale americana dell’informatica che è meglio nota con la sigla Hp e che deve ora far fronte a una pesante riduzione per quel che concerne il giudizio sul proprio debito. In effetti, Standard & Poor’s ha tagliato di ben due gradini questo stesso giudizio, il quale è passato da A a BBB+ (l’affidabilità non è più buona, ma viene considerata discreta). Il motivo per una scelta simile e così drastica è presto detto, visto che il debito stesso è recentemente aumentato a causa dell’acquisizione di un’altra società, la Autonomy Corporation.

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Rating banche cinesi trionfa su quelle americane

I rating di Bank of China Limited e China Construction Bank Corporation sono stati incrementati da Standard & Poor’s: una volta tanto, l’agenzia americana è protagonista di una revisione al rialzo, una scelta che mette in evidenza il miglior stato di salute degli istituti di credito cinesi rispetto a quelli americani, grazie soprattutto alle modifiche apportate dai primi ai criteri societari di base. Nel dettaglio, la valutazione dei due gruppi in questione è passata da A- ad A (siamo sempre nel range della “buona” affidabilità”, ma molto più vicini al giudizio “ottimo”); inoltre, non si può certo dimenticare che il rating di un’altra banca dell’ex Impero Celeste, la Industrial & Commercial Bank of China, è stato mantenuto stabile ad A.

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Standard & Poor’s, in caso di recessione nuovi tagli al rating

Arriva una nuova tegola negativa sul mercato economico italiano. Questa volta a minacciare la stabilità economica nazionale e non solo è Standard & Poor’s la quale annuncia che in caso di recessioni il rating sovrano di Francia, Italia, Spagna, Irlanda e Portogallo potrebbe subire dei nuovi declassamenti. Standard & Poor’s avvisa anche, che un aumento dei tassi d’interesse di queste nazioni, aumenterebbe le canche di un declassamento del rating sovrano.

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S&P, declassa la Nuova Zelanda ad “Aa”

Brutta giornata quella vissuta venerdì per l’economia della Nuova Zelanda. Le due maggiori agenzie, Fitch Rating e Standard & Poor’s, hanno visto in ribasso il rating della Nuova Zelanda, calandolo da AA+ ad AA, solamente l’agenzia di rating Moody’s vede ancora con una tripla A il rating della nazione patria del Rugby.

Tale decisione è stata presa in conseguenza del livello del debito estero, e del costo di riscostruzione della regione dopo il terremoto di Febbraio scorso, dove hanno persona la vista 181 persone. S&P ha comunicato che questo ribasso “corrisponde alla nostra valutazione di un probabile ulteriore deterioramento della posizione debitoria della Nuova Zelanda nei confronti dell’estero”.

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