Fondo Efsf e disciplina fiscale per ristabilire fiducia nell’Eurozona

di Laura 2

Ripristinare la disciplina fiscale all’interno dell’Unione Europea e rimodulare i compiti del Fondo di sostegno (Efsf) sono le due misure che potrebbero ristabilire la fiducia nell’Eurozona, allentare le pressioni sui bond e sulle banche. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, nel corso di un’intervista al “Financial Times”. Il banchiere centrale ha chiarito che il raggio di azione della Bce é piuttosto circoscritto, che in assenza di un braccio più forte all’interno di questo mercato la crescita economica mondiale non si riprenderà facilmente e l’incertezza continuerà ad aumentare. Draghi ha anche espresso il suo rammarico per la situazione creatasi fra la Gran Bretagna e l’Unione europea dopo il mancato accordo sulla riforma dei Trattati.

Cosa può fare quindi la Bce per sostenere gli Stati membri dell’UE? Il presidente ci tiene a precisare che il programma di acquisto dei bond nazionali non è infinito e che la BCE può continuare ad agire, ma sempre “nel rispetto del proprio mandato”. Il numero uno insiste quindi sulla necessità di un sistema finanziario più solido, con meno debito e con una disciplina omogenea all’interno dell’area euro.

Abbiamo bisogno di un sistema finanziario più resistente, con meno debito e più capitale – spiega Draghi Draghi – ci sono stati progressi nel definire le nuove regole. Il risanamento dei bilanci deve andare mano nella mano con le riforme strutturali. Ogni paese ha la propria strada da seguire. Per alcuni paesi la situazione non sarebbe sostenibile neanche se fossero fuori dall’area euro e svalutassero la propria moneta. Ciò darebbe un sollievo solo temporaneo e, ovviamente, un’inflazione più alta. Meno di venti anni fa anche l’Italia seguì la strada della svalutazione e questo diede un sollievo temporaneo all’economia, con le esportazioni che aumentarono insieme agli spread sui bond. Gli effetti della svalutazione sarebbero stati temporanei senza le riforme strutturali che sono seguite.

Commenti (2)

Lascia un commento