Numeri dell’evasione fiscale in Italia

di Laura 1

L’evasione fiscale indica il comportamento dei contribuenti volto a ridurre o eliminare il prelievo fiscale imposto dal proprio Paese attraverso opportune norme: chi evade il fisco infatti vìola delle specifiche norme fiscali solitamente attraverso operazioni di vendita effettuate senza emissione di fattura, ricevuta o scontrino fiscale. Stiamo parlando delle cosiddette vendite in nero, che vanno dal semplice caffè al bar alle più consistenti compravendite di beni e soprattutto servizi. L’evasione fiscale si concretizza anche attraverso false dichiarazioni dei redditi con conseguente mancata o errata dichiarazione fiscale al quale segue quindi un mancato versamento dell’imposta, solitamente corrisposta in somma inferiore.

Quali sono i numeri dell’evasione fiscale in Italia? Il rapporto annuale della Guardia di Finanza, relativo al 2010, sottolinea che lo scorso anno gli italiani non hanno dichiarato redditi per 49,245 miliardi di euro, con un aumento del 46% rispetto al 2009. Inoltre, 8.850 evasori (in aumento del 18% rispetto al 2009) sono persone e aziende che nonostante svolgessero delle attività imponibili non hanno mai presentato una dichiarazione dei redditi evadendo redditi per oltre 20 miliardi.

Andiamo un po’ indietro nel tempo, per considerare l’evoluzione di questo fenomeno: nel 1981 l’evasione fiscale era pari a 28.000 miliardi, a distanza di trent’anni l’aumento é piuttosto considerevole. Ovviamente dobbiamo tenere presente il valore della moneta di allora e l’inflazione: se consideriamo che i 28.000 miliardi del 1981 sono pari ai 54.000 di oggi possiamo affermare che l’evasione fiscale si è quintuplicata.

Il 2012 sarà l’anno non solo della manovra “salva Italia”, ma anche del proseguio della lotta all’evasione fiscale in maniera capillare con nuovi sistemi puntuali di controllo: sarà rafforzato l’incrocio dei dati disponibili su ogni singolo contribuente italiano e il redditometro, basato sul principio secondo cui il reddito delle persone fisiche deriva dall’associazione tra il possesso di beni che il Fisco definisce “indice” e dei moltiplicatori definiti dall’Agenzia delle Entrate.

Il governo – ha sottolineato il ministro Corrado Passera – si impegnerà senza pace. Si tratta di soldi veramente rubati, da recuperare per investire sulla crescita.

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