Standard & Poor’s declassa il rating anche dell’Efsf

di Simone Ricci 2

Standard & Poor’s non ha avuto pietà nemmeno per il cosiddetto “Fondo Salva Stati”, l’European Financial Stability Facility (meglio noto con la sigla Efsf): i downgrade di paesi importanti come Francia e Austria è stato soltanto il preambolo per questo nuovo declassamento, con il veicolo finanziario in questione che ha visto il suo rating scendere da AAA ad AA+, la seconda miglior valutazione da parte dell’agenzia americana. Le motivazioni sono presto dette, la stessa Standard & Poor’s aveva fatto sapere non più tardi di un mese fa che la perdita della tripla A da parte di uno dei garanti del meccanismo avrebbe comportato lo stesso destino anche per l’Efsf, e così è stato.

Il comunicato della compagnia è stato eloquente e ha messo in luce la perdita di garanzie di cui sono state protagoniste le obbligazioni in questione. Il fondo è stato progettato appositamente per finanziare i pacchetti di salvataggio destinati alle nazioni europee che si trovano maggiormente in difficoltà, segnatamente la Grecia, l’Irlanda e il Portogallo: il sostegno viene garantito in maniera parziale attraverso l’emissione di tali titoli, i quali beneficiano appunto della massima valutazione creditizia (AAA appunto). L’amministratore delegato del fondo stesso, Klaus Regling, ha comunque assicurato che questo episodio non andrà ad influire in maniera negativa sulle capacità di prestito da 440 miliardi di euro. Regling ha poi aggiunto che le disponibilità attuali sono sufficienti a gestire le urgenze principali. Resta comunque il fatto che questa spaccatura tra le agenzie di rating statunitensi e l’eurozona è sempre più profonda.

Da una parte ci sono le autorità europee che assicurano la tenuta di strumenti finanziari e paesi, dall’altra queste compagnie tanto discusse, convinte che i rischi siano altissimi e da monitorare in maniera costante. Inoltre, la Commissione Europea si è scagliata contro tali declassamenti, rei di non tenere nella debita considerazione i progressi fatti nell’ambito del consolidamento fiscale.

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