Scure affilatissima per il rating di Hewlett Packard

di Redazione 1

Anche Palo Alto deve fare i conti con i declassamenti di rating: il declassamento non può che andare alla Hewlett Packard Company, multinazionale americana dell’informatica che è meglio nota con la sigla Hp e che deve ora far fronte a una pesante riduzione per quel che concerne il giudizio sul proprio debito. In effetti, Standard & Poor’s ha tagliato di ben due gradini questo stesso giudizio, il quale è passato da A a BBB+ (l’affidabilità non è più buona, ma viene considerata discreta). Il motivo per una scelta simile e così drastica è presto detto, visto che il debito stesso è recentemente aumentato a causa dell’acquisizione di un’altra società, la Autonomy Corporation.

Tra l’altro, bisogna anche sottolineare che le strategie “inconsistenti” e il management aziendale di questo colosso hanno aumentato i loro rischi futuri, come risulta chiaramente dal comunicato che è stato diffuso dalla medesima agenzia di rating. Comunque, il rating è stato mantenuto stabile, nonostante tutti questi accadimenti. Hp deve fronteggiare una situazione non certo semplice, con le vendite che non riescono a riprendersi e l’allontanamento di ben due amministratori delegati nell’ultimo biennio. Ora viene criticata anche questa nuova acquisizione, la quale è venuta a costare circa dieci miliardi di dollari: l’annuncio in questione era stato lanciato dall’ex ceo Leo Apotheker, ma non ha fatto altro che contribuire alla sua sostituzione con l’attuale dirigente, Meg Whitman, in carica dallo scorso mese di settembre.

Il turnover ha fatto storcere il naso a più di una persona, dunque non è un caso se la stessa sensazione sia stata avvertita anche da Standard & Poor’s. Che programmi aziendali verranno attuati a questo punto? L’idea principale è quella di conservare il denaro cash e focalizzare l’attenzione sull’innovazione, un aspetto che è stato completamente trascurato dalla compagnia negli ultimi anni; i nuovi piani, però, non verranno svelati prima della fine del primo semestre del 2012.

Commenti (1)

Lascia un commento