Grecia e creditori privati vicini a un accordo

di Laura 2

Rimane ancora al centro della preoccupazione europea la situazione della Grecia: ciò nonostante i negoziati fra il paese elleno e i suoi creditori privati potrebbero sfociare in un accordo molto presto, secondo quanto riferito dal commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn. Durante il Forum mondiale di Davos, il commissario ha sottolineato che entro gennaio deve essere trovato l’accordo e i negoziati fra la Grecia e i suoi creditori privati sulla ristrutturazione del debito andranno avanti ogni giorno ad Atene. Il rischio di credit crunch é stato allontanato, sottolinea, Rehn, gli interventi della Bce sono stati molto importanti nell’evitarlo e nel facilitare nuove emissioni obbligazionarie da Italia, Spagna e Irlanda.

Le pressioni però da parte delle istituzioni non si sono arrestate: la troika in una lettera consegnata dai suoi rappresentanti al premier greco, ha chiesto, per ridurre la spesa pubblica, la riduzione dei sussidi pensionistici, la liberalizzazione di tutte le professioni e anche cambiamenti nel settore privato. La troika chiede che sia abolito il contratto collettivo di lavoro, la tredicesima e la quattordicesima mensilità. E ancora: licenziamenti nel settore pubblico, nelle banche, una maggiore elasticità lavorativa. Questo, affinchè la troika eroghi il nuovo prestito da 130 miliardi di euro deciso dal Vertice europeo del 26 ottobre.

 

Il premier  ha gia’ consegnato ai leader dei partiti e ai suoi ministri la lettera ricevuta dalla troika e intende non sottrarsi alle richieste della troika. Le pressioni del Fondo Monetario Internazionale e dell’Unione europea rimangono forti, la Grecia deve ridurre il suo disavanzo pubblico altrimenti non riceverà ulteriori aiuti. Alcuni giorni fa Papademos ha incontrato di nuovo il direttore generale dell’Istituto Finanziario Internazionale (Iif), Charles Dallara e come sottolineato dal premier, l’esito della trattativa dovrebbe essere positivo. Intanto un nuovo sondaggio d’opinione ha confermato  che nella societa’ greca stanno intervenendo radicali cambiamenti a causa della crisi, tra cui la fine del bipartitismo in Grecia.

 

 

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