Banche italiane vendono titoli di stato

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Il rally estivo è stata un’ottima opportunità per gli istituti di credito italiani e spagnoli per alleggerire il peso della componente obbligazionaria di tipo governativo nei loro portfolios. Infatti, secondo le ultime rilevazioni della Bce – che effettua una revisione ogni mese sullo stock di bond sovrani detenuti dalle banche appartenenti all’area euro – a fine agosto scorso il valore di mercato dei titoli di stato detenuti dalle banche italiane è sceso a 341 miliardi di euro da 342,4 miliardi. Più marcata la contrazione del valore presso le banche spagnole: a 243,8 miliardi da 247,2 miliardi.

Considerando che ad inizio settembre c’è stato un ulteriore mini-rally nei primi 10-15 giorni, a seguito dell’annuncio del piano anti-spread della Bce e del terzo round di allentamento monetario (QE3) della Federal Reserve, è probabile che sia avvenuto un ulteriore calo dello stock di debito pubblico detenuto dalle banche della periferia europea. La Bce non fa sapere cosa abbiano effettivamente venduto le banche.

Tuttavia, considerando che gli istituti italiani hanno un’esposizione nettamente sbilanciata verso il debito pubblico domestico, è molto probabile che le banche italiano abbiano venduto Btp. Infatti, secondo i dati di Bankitalia, a fine luglio le banche italiane possedevano 318 miliardi di euro tra Bot, Btp, Ctz e Cct. Le banche del Belpaese, così come quelle iberiche, hanno senza dubbio approfittato del rally estivo per incassare plusvalenza da trading sui titoli di stato, in particolare sui bond governativi di breve periodo in quanto sono stati quelli che hanno guadagnato di più.

A fine agosto le vendite di titoli di stato hanno superato gli acquisti, per un flusso netto negativo di 6,2 miliardi di euro. Il portfolio titoli complessivo delle banche italiane è sceso di 1,4 miliardi. E’ stato il primo decremento dopo 8 mesi di crescita. Gli acquisti sono iniziati a novembre 2011 ed è avvenuto un boom fino al primo trimestre del 2012, grazie anche alle aste LTRO della Bce. Bankitalia calcola che tra dicembre 2011 e marzo 2012 l’esposizione è salita di 81 miliardi di euro.

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